Guida dell’Archivio di Stato di Padova

L’ AS di Padova, istituito con D.M. 19 gennaio 1948, ha ereditato il materiale documentario del locale museo civico. Materiale notevole se si considera che comprendeva non solo l’archivio storico del comune, ma anche gli atti delle magistrature governative che ressero Padova, sia nei quattro secoli (1405-1797) della sua soggezione alla repubblica di Venezia, sia nel periodo ottocentesco. Ne facevano inoltre parte l’ingente documentazione relativa agli archivi giudiziari ed agli estimi antichi , ceduti nel 1851 al Comune rispettivamente dal Tribunale e dalla Delegazione, nonché i preziosi archivi di tutte le corporazioni religiose e laiche soppresse dal governo napoleonico e consegnati nel 1848 dalla locale Intendenza di finanza. Notevole era infine la quantità di materiale documentario donato o dato in deposito al museo da parte di enti privati o di illustri famiglie padovane.

Il riordinamento dei fondi, incominciato alla fine del secolo scorso e protrattosi per mezzo secolo, è stato il frutto della collaborazione di più persone: Andrea Moschetti, direttore del museo; Vittorio Lazzarini, vice direttore; Erice Rigoni, assistente. “Tanto era il disordine in cui quel materiale giaceva”, che l’unico metodo di ordinamento allora possibile sembrò al Moschetti quello per materia. L’inventariazione avvenne pertanto sulla base non delle magistrature di provenienza ma della uniformità di contenuto della documentazione. I fondi come oggi costituiti – salvo pochi casi, come ad esempio l’Ufficio di sanità e gli archivi giudiziari civili – non rappresentano dunque l’attività di una sola magistratura ma molto spesso di più magistrature tra loro collegate dalla identità della materia oggetto della loro competenza (es. Gravezze, Acque, Canapi e altri ). Anche fondi apparentemente omogenei e completi, come quello dei Rettori, non contengono che una parte di tutta la documentazione prodotta da quella magistratura, trovandosi la restante sparsa in numerosi altri nuclei archivistici, quali ad esempio Ducali, Lettere avogaresche, Clero secolare e altre.

Di tale situazione, divenuta ormai irreversibile, la Guida ha dovuto prender atto limitandosi solamente a qualche modifica segnalata di volta in volta nel corso della voce. Diversa è invece la condizione dei fondi pervenuti all’Archivio dopo il 1948 ( Prefettura, Questura, Comitato di liberazione nazionale e altri ): si tratta infatti di fondi organici che rispecchiano, sia pure con qualche lacuna, l’attività degli uffici che li hanno prodotti.

Anche per gli archivi descritti nella parte III ( Notarile, Corporazioni soppresse, Archivi privati ) è stato possibile seguire in linea di massima il criterio della provenienza e adottare, come sistema di ordinamento, il metodo storico.

Vi è infine un complesso di documenti relativi a magistrature giudiziarie del sec. XIX, di cui non è possibile indicare la quantità, a causa dello stato di completo disordine in cui si trova, presso un deposito sussidiario.

I

Antichi regimi

Allorché nel 1405 avvenne la dedizione di Padova a Venezia, la città fu costituita in podesteria e la provincia fu a sua volta divisa in sette podesterie: Montagnana, Monselice, Cittadella, Piove di Sacco, Camposampiero, Castelbaldo, Este; e in sei vicarie: Conselve, Anguillara (Anguillara Veneta), Teolo, Arquà (Arquà Petrarca), Mirano e Oriago, che dipendevano da Padova. Anche al comune di Padova, com’era consuetudine del dominio veneto, venne concessa larga autonomia e la facoltà di amministrarsi secondo gli statuti e le consuetudini locali. Vennero così lasciati in vigore gli statuti del periodo carrarese anche se, su istanza dello stesso consiglio civico, furono apportate modifiche e aggiunte (da qui il nome di Codice veneto o riformato dato allo statuto che entrò in vigore nel 1420); e accanto ai nuovi organi continuarono a sussistere, di massima, le antiche magistrature civiche

Comune

La parte più antica dell’archivio comunale è andata perduta; in particolare a causa dell’incendio del 1420, che ha distrutto quasi completamente la cancelleria civica. Risulta infatti mancante la documentazione relativa al periodo comunale e alla signoria dei Carraresi. Pertanto la documentazione qui conservata comincia in linea di massima con la soggezione del comune alla repubblica di Venezia. Sono qui di seguito descritti soltanto i fondi relativi agli organi sicuramente comunali. Gli inventari privi di data sono anteriori al 1945, ma sempre di questo secolo.

Consiglio maggiore e Consiglio dei sedici, voll.70 (1430-1805) Inventario 1.

Il Consiglio dei sedici (o minore), che sostituì il precedente Consiglio di credenza e dei sedici anziani, aveva il compito di discutere le proposte prima che fossero portate innanzi al consiglio maggiore, del quale eseguiva poi le deliberazioni. Trattavasi di organo collegiale composto dal podestà, con funzioni di presidente , dai deputati ad utilia, dai deputati ad ecclesias e da altri boni cives.

Il consiglio maggiore era invece costituito da un numero di cittadini che da cento arrivò a duecento.

Vi poteva accedere solamente chi vantasse già il padre e l’avo consiglieri o chi provasse di essere in possesso di determinati requisiti (vedi fondo successivo ). .

< Consiglio maggiore > 1430-1805 , voll.53.< Consiglio dei sedici >1594-1805, voll.17. Per gli atti del consiglio dal 1420 al 1430 vedi il reg. 4 del fondo Ducali .

[ I / 1A ]

Prove di nobiltà, voll. e bb. 162 (1614-1856 ). Inventario 1.

Integra il fondo precedente del quale costituisce una naturale appendice. Si tratta delle prove che i cittadini padovani, in seguito a determinazione consiliare del 28 dic. 1614, dovevano fornire al Consiglio dei sedici per poter ottenere l’aggregazione al Consiglio maggiore. Dovevano dimostrare di essere, compresi il padre e l’avo, cittadini originari di Padova; di non aver esercitato arti meccaniche; di non essere stati notati d’infamia; di aver notificato all’estimo i propri beni per sessanta anni continui; di essere nati da legittimo matrimonio. La revisione, bandita nel 1614 ma concretamente iniziata nel 1626, continuò per tutto il periodo del governo veneziano.

L’abbondante documentazione con cui sono state corredate le suddette prove risulta utile non solo ai fini dell’accertamento dei titoli nobiliari padovani, ma anche per la ricostruzione genealogica delle famiglie. Vi sono altresì numerosi elenchi di famiglie nobili compilati in seguito alle ulteriori revisioni avvenute sotto l’Austria (vedi anche il fondo Commissione araldica presso l’AS Venezia ).

[ I / 1A ]

Deputati ad utilia, voll. e bb. 193 (1419-1797 ). Inventario 1.

Magistratura collettiva di dodici membri eletti ogni anno, ma che rivestivano la carica a turno, in numero di quattro, per un periodo di quattro mesi. Assieme ai consigli presiedevano all’amministrazione civica; tra l’altro avevano l’incombenza di far mantenere puliti i pozzi e le strade, di dotare delle necessarie attrezzature contro eventuali incendi ogni centenaro, di conservare i beni del Comune e di impedire la rovina degli edifici. Fungevano inoltre da consiglieri del podestà, il che spiega come abbiano acquistato sempre maggiore potere durante la signoria veneziana tanto da avere nelle solennità pubbliche il primo posto dopo i rettori.

Oltre alla serie degli “Atti” che rispecchiano tali competenze, compresi in 26 volumi, vi è la serie delle “Lettere” comprese in 167 volumi e buste, parte in originale, parte in copia, che erano indirizzate dai deputati ai nunzi residenti in Venezia. [ I / 1A ]

Nunzi e ambasciatori, voll., bb. e regg. 248 (1425-1797 ).Inventario 1.

Lettere originali di nunzi a Venezia, patrocinatori della città, ai Deputati ad utilia; nonché registri delle cause commesse di volta in volta ai singoli nunzi. Notizie sugli ambasciatori, inviati speciali a Venezia con missioni di natura straordinaria, si trovano solo nell’ultima busta del fondo.

[ I / 1B ]

Cassa della città, voll. e bb. 288 (1443-1808 ); pergg. 7 (sec. XVIII ). Inventario 2.

Ne facevano parte il cassiere, responsabile di quanto veniva versato nella cassa, gli esattori, addetti alla riscossione delle pubbliche gravezze, e i tesorieri. Questi ultimi, istituiti nel 1603 con l’incarico temporaneo di rivedere tutta la contabilità pubblica, furono rieletti successivamente di tre anni in tre anni con l’ulteriore incombenza di procedere agli atti esecutivi contro i debitori pubblici.

Trattasi per lo più di mandati dei Deputati ad utilia e di ricevute di pagamento.

[ I / 1B – 2A ]

Camera dei pegni, voll. e bb. 81 (1420-1796 ). Inventario 2.

Conserva inizialmente i beni pignorati per il recupero sia dei crediti pubblici che di quelli privati. Con ducale del 1503 venne stabilito che le camere fossero due, una “grande “, per i pegni dei privati, e una “piccola” per i pegni pubblici. Il consegnatario era il massaro o cameriere, al quale incombeva anche l’obbligo di provvedere eventualmente alla vendita dei beni al pubblico incanto. Era coadiuvato nei suoi compiti dai notai, per quanto concerneva la regolare tenuta delle scritture d’obbligo, e dai commandatori, addetti al sequestro dei beni pignorati.

A causa degli stretti rapporti intercorrenti fra i due uffici molti documenti della Camera dei pegni si trovano fra quelli della Cassa della città. I pochi pezzi che rimangono contengono in massima parte conti, mandati e ricevute, suddivisi sulla base dei vari camerierati succedutisi.

[ I / 2A ]

Deputazione alle cause pie, voll. e bb. 70 (sec. XV-XIX). Inventario 7

Sorto nel 1420 con la denominazione di Deputati alle chiese, aveva l’incarico di vigilare su tutto ciò che riguardava l’amministrazione delle chiese, monasteri e pii istituti della città e della provincia. Dopo la deliberazione del Maggior consiglio del 20 sett. 1767, con la quale si stabiliva l’ammortizzazione delle cause pie, vennero istituiti i Sopraintendenti alle cause pie (terminazione dell’8 apr. 1768 dei revisori e regolatori delle entrate pubbliche ) con la specifica incombenza di sovraintendere alla corretta esecuzione della nuova normativa. Ambedue soppressi, durante il breve periodo del governo democratico, furono ripristinati dall’Austria con proclama del 7 mar. 1798 che li riunì in un unico corpo denominato Deputazione alle cause pie, eletto e presieduto dal Consiglio generale. A tale magistratura non solo fu restituita la originaria potestà statuaria in materia economica ma fu attribuita anche quella in materia disciplinare, facoltà quest’ultima che, durante il dominio veneziano, spettava esclusivamente alla magistratura veneziana dei Provveditori sopra monasteri e dell’Aggiunto sopra monasteri. Con il ritorno dei francesi tale Deputazione venne assorbita dalla Congregazione di carità

Il fondo risulta dalla fusione di due archivi, Cause pie e luoghi pii, non ordinato, e deputazione alle cause pie, ordinato, ed è così suddiviso: < Atti vari in materia di cause pie e luoghi pii > sec.XV-XIX, voll. e bb. 26.<Atti della deputazione alle cause pie e luoghi pii > 1768-1806, con docc. dal 1511, voll. e bb. 44 sono di fatto unite al fondo Ospitale di S. Francesco (vedi Opere pie, istituzioni di assistenza e beneficenza, ospedali, Pio ospitale di S. Francesco, p.259 ) bb. e voll.16 per gli anni 1768-1804, che contengono documentazione relativa ai molteplici rapporti che intercorsero tra la deputazione e l’ospitale stesso.

[ I / 2A ]

Costituzione e ordinamento dell’archivio, voll. e bb. 17 ( 1402-2839 ). Inventario 1.

Carte in materia di custodia e di ordinamento dell’archivio civico antico. Contiene anche numerosi inventari e indici ( sec. XVII-XIX ) delle pubbliche scritture. In coda al fondo sono collocate antiche disposizioni venete in materia criminale, civile e amministrativa nonché le ducali per la riforma degli statuti padovani del 1420.

[ I / 10A ]

Magistrature e cariche diverse, voll. e bb. 91 ( 1420-1815 ). Inventario 2.

Miscellanea di atti di magistrature civiche e governative di minore importanza. Tra le prime compaiono i ministri della cancelleria civica, il fattore di città, il procuratore alle liti di città, i cavalieri e i sindaci di comune : tra le seconde i ministri della cancelleria pretoria e prefettizia, il vicario pretorio, il vice collaterale, il castellano, i connestabili delle porte. Vi sono altresì atti di magistrature veneziane.

[ I / 2A ]

Seguono archivi di magistrature comunali preposte all’amministrazione del territorio padovano:

Consiglio del territorio, voll. e bb. 489 (1406-1802 con docc. in copia datati dal 1136 ) : pergg. 221 ( sec. XVI-XVIII ). Inventario 2.

Presiedeva all’amministrazione del territorio extra-urbano.

Carteggi diversi, prevalentemente in materia fiscale, e processi tra la città di Padova e le podesterie del territorio. La serie < Atti del consiglio >, compresa in volumi 17, va dal 1537 al 1788. I documenti in copia dal 1136 sono antiche disposizioni, per la maggior parte in materia di diritti e obblighi delle comunità del territorio, richiamate per stabilire il carico fiscale loro spettante.

[ I / 2B ]

Cassa del territorio, bb. e regg. 153 ( 1574-1806 ). Inventario 2.

Come nella Cassa di città, ne facevano parte un cassiere, un esattore ed altri incaricati di tenere aggiornata la contabilità, quali il quaderniere e il contista. La serie più numerosa è costituita, sia pure con molte lacune, da < Mandati, polizze e ricevute > 1594-1793, bb. 129.

[ I / 2A ]

Vicarie, voll. e bb. 11 (1405-1796 ), con disposizioni in copia dello statuto padovano dal 1241 ). Inventario 2.

I vicari erano sei e dipendevano dalla reggenza di Padova. Cittadini padovani eletti dal consiglio comunale, avevano l’obbligo della residenza in sede, ad eccezione di quelli di Oriago e Anguillara ( Anguillara Veneta ) . Sembra fossero i soli magistrati, oltre al nunzio a Venezia, ad essere regolarmente retribuiti.

Rimangono solamente scritture varie, fra le quali processi, elezioni di vicari, salari.

[ I / 2A ]

Dei fondi qui di seguito descritti, alcuni sono stati prodotti sicuramente da magistrature periferiche del potere centrale, altri – in particolare quelli relativi a materia fiscale e giudiziaria – comprendono documentazione prodotta da magistrature sia comunali che statali, a causa dei riordinamenti di cui già detto nell’introduzione.

Ducali, bb.12 ( 1487-1797 ) e regg. 120 di copie ( 1405-1805 ). Inventario 1; registri per materia e per ordine cronologico.

Le ducali originali sono molto lacunose fino al principio del sec. XVIII. Le copie contengono non solo le ducali vere e proprie, cioè quelle del governo centrale veneto, ma anche le determinazioni degli organi governativi succedutisi in Venezia dopo la caduta della Repubblica. Sono per la maggior parte registrazioni coeve effettuate nelle cancellerie di arrivo.

< Ducali originali > 1487-1797, bb. 12. < Ducali alla cancelleria civica > 1405-1795, regg. 20. <Ducali alla cancelleria pretoria > 1431-1432 e 1615-1797, regg. 15. < Ducali alla camera fiscale > 1510-1795, regg. 26. < Ducali ai rettori > 1418-1795, regg. 50. < Ducali diverse > 1634-1805, regg. 9.

[ I / 3B ]

Rettori, bb. regg. e pacchi 800 ca. ( 1500-1798 ). Inventario 1.

Come in tutti i reggimenti di particolare importanza, Padova era retta da due patrizi veneziani che duravano in carica dai dodici ai sedici mesi. Il podestà rappresentava l’autorità civile e giudiziaria, il capitanio quella militare e di polizia. Essi esercitavano il controllo su tutta l’amministrazione cittadina.

Comprende ciò che è rimasto degli archivi del podestà e del capitanio. Dato il sovente sovrapporsi, fra una nomina e l’altra, della duplice autorità in una sola persona, è pressoché impossibile separare tra loro i due archivi.

< Decreti e terminazioni > 1634-1797, bb. e regg. 201. < Lettere e mandati dei rettori ad altre magistrature > 1586-1795, bb. e regg. 67. < Cartoline e mandati > 1616-1771, bb. 34. < Lettere ai rettori da parte dei rappresentanti di Terraferma e delle magistrature veneziane > 1500-1798, bb. 316. < Atti civili prodotti e costituiti > 1602-1797, bb. e regg. 151. < Relazione ai revisori e regolatori alle entrate pubbliche > 1778, fasc. 1: la relazione in riscontro alla circolare 9 febr. 1777 sulle manimorte, è pervenuta nell’Archivio di Stato con il fondo delle corporazioni religiose soppresse nel periodo napoleonico. < Miscellanea >, pacchi 30 ca. non inventariati.

[ I / 3A ]

Lettere avogaresche, voll. e bb. 770 (1610-1797 ). Inventario 1.

Lettere di contenuto giudiziario inviate ai rettori di Padova dagli Avogadori di comun. Era quest’ultima una magistratura veneziana alla quale spettava, tra l’altro, il giudizio sull’accettabilità o meno delle istanze di appello contro sentenze criminali emanate dai giudici della Terraferma. (vedi oltre ).

<Lettere > 1616-1797, bb. 703: in ordine alfabetico; per il periodo 1610-1616 vi è modo di integrare la lacuna mediante la serie Lettere ai rettori, appartenente al fondo Avogaria di comun conservato presso l’AS Venezia. < Indici >1610-1797, voll. 67: in ordine alfabetico.

[ I 7 3B ]

Camera e cancelleria fiscale, bb. voll. e regg. 254 (1423-1800 ). Inventario 2.

Amministrava gli introiti derivanti dalla riscossione delle pubbliche gravezze ( principali imposte dirette erano: la dadia, il campatico, la tansa e le gravezze de mandato domini ; si aggiungevano poi le imposte indirette o dazi, vedi fondi successivi ). Le somme introitate venivano ripartite in tre casse principali : la cassa libera ( fondi per le spese locali ) , la cassa militare ( fondi per le spese militari ), la cassa obbligata (fondi destinati al governo centrale ). Per la cura delle casse e il governo della camera fiscale la Repubblica inviava periodicamente a Padova due patrizi col titolo di camerari o camerlenghi. Altri ufficiali erano : il cassiere, custode e responsabile del denaro introitato; il contador , che aveva il materiale maneggio della cassa; lo scontro, con il compito di vigilare l’opera di coloro che attendevano agli incassi e ai pagamenti; l’avvocato fiscale, che aveva la difesa e il patrocinio di tutti i pubblici affari spettanti alla camera fiscale; il notaio cancelliere, con competenza su tutta la materia dei dazi di pertinenza della camera fiscale e con il compito di istruire i processi di confisca contro i pubblici debitori e contrabbandieri. I diretti responsabili erano comunque i rettori, che dovevano inviare periodicamente l’esatto conto delle entrate e delle spese ai provveditori sopra camere di Venezia. La cancelleria era una sezione della Camera fiscale, alla quale erano deferiti , in prima istanza , i processi di contrabbando in merito a dazi sopra mercanzie entro lo Stato, imposti dopo il 1587, o dazi sopra mercanzie forestiere . Per i dazi vecchi era invece competente il giudice dell’Aquila.

Poco è rimasto dell’archivio, che doveva essere assai ricco. Comprende tra l’altro : < Giornali correnti di cassa > 1534-1795, voll. 15. < Cause e processi per confische di beni > 1423-1800, voll. 143. < Atti civili della cancelleria fiscale > 1491-1798, regg. 78.

[ I / 4A ]

Vicecollateria, regg. e bb. 48 ( 1647-1797, con lacune ). Inventario 2.

Cassa governativa sulla quale gravavano le spese militari, le spese giudiziarie e quelle per l’esecuzione dei lavori pubblici.

Mandati di pagamento autorizzati di volta in volta dal capitano o podestà reggente.

[ I / 4A ]

Estimi, voll., regg. e bb. 2892 ( 1418-1819 ). Inventario 3.

L’estimo, che in epoca carrarese era suddiviso nei due corpi, città e territorio, durante la dominazione veneta (decreto del Consiglio di Padova 6 magg. 1424 ) venne a gravare anche su un terzo corpo, il clero, ovvero su tutti i beni posseduti in Padova e nel Padovano dalle chiese e dagli ecclesiastici secolari e regolari. Pertanto la quota di tassazione , stabilita globalmente a Venezia per ciascuna città della Terraferma e suo territorio, veniva poi ripartita localmente sui tre corpi predetti, ai quali spettava infine la distribuzione e la esazione dei tributi sopra i relativi estimati.

L’estimo, che si basava sul sistema della notifica ( o polizza ) da parte del proprietario, aveva per oggetto ogni sorta di beni e di redditi ( beni mobili, immobili, mercanzie, livelli, soccide e altro ). Tutti i dati forniti venivano esaminati dai cosiddetti estimatori che stabilivano la relativa imposizione. Fulcro del sistema di notifica e di tassazione non era però il bene bensì la persona con il suo patrimonio. L’esigenza di riformare l’estimo fu avvertita varie volte dal Senato veneziano il quale, dopo diverse innovazioni, che non servirono però a eliminare vistose evasioni soprattutto da parte dei contribuenti meno extraurbani nonché grosse ingiustizie a danno dei contribuenti meno abbienti, si vide costretto a sopprimere ( con decreto del 30 genn. 1789 ) i tre corpi e a concentrare l’esazione di tutte le imposte nella Camera fiscale. Stabilito l’impianto dell’estimo, quest’ultimo fu diviso in due classi: la classe dei padovani, con piena gravezza, e quella dei veneziani e degli ecclesiastici soggetti solamente ad alcune gravezze ( vedi appendice dell’estimo 1668 ).

Dopo la caduta della repubblica e la breve parentesi del governo democratico – che abolì tutte le esenzioni fiscali e indisse la presentazione di nuove polizze cosiddette democratiche – durante la prima dominazione austriaca ( 1798-1806 ) fu avvertita nuovamente l’esigenza di un riordinamento del censo e dei tributi secondo lo schema catastale già in vigore nelle regioni della monarchia austriaca. Non si arrivò tuttavia ad alcun risultato concreto se non durante il periodo napoleonico.

Il fondo, in ordine cronologico, è ripartito in diverse serie sulla base delle principali innovazioni d’estimo : < Estimo 1418 > voll. 442. < Estimo 1518 > voll. 417. < Estimo 1575 > voll. 184 . < Estimo 1615 > voll. 346. << Estimo 1668 > voll. e bb. 914. < Estimo 1997 > voll. e bb. 209 <Riscossioni di rate d’estimo e conteggi di cassa > 1790-1805, regg, 87 che costituiscono un’appendice dell’estimo 1668. < Miscellanea > voll. e bb. 293.

[ I / 4B – 7A ]

Gravezze, voll. e bb. 1.037 (1367-1806 ). Non ordinato.

Il comparto e la riscossione delle imposte pubbliche, sia della città che del territorio, erano affidati interamente ad organici civici. Ciò per espressa volontà di Venezia che cercò sempre di impedire ai propri funzionari l’intromissione in tale materia ( ducale 15 dic. 1434 indirizzata ai camerlenghi della camera fiscale di Padova ).Organi preposti all’esazione delle gravezze erano i Deputati ad utilia ( vedi p. 2 ) coadiuvati da tre tesorieri ( vedi Cassa della città a p. 3 ). Nel 1720, con “parte” 2 maggio del consiglio maggiore, a causa dei continui richiami della Dominante per le troppe insolvenze, fu deciso di istituire l’ufficio dei presidenti all’esazione. Tale organo, che doveva essere eletto collegialmente, ogni quinquennio, dai suddetti deputati e dal collegio dei sedici, era composto di cinque membri col compito di : intimare le esecuzioni in caso di insolvenza, controllare le veridicità delle ditte iscritte nei libri dell’esazione, consegnare il loro denaro introitato dalla cassa di città alla camera fiscale, controllare i funzionari addetti all’esazione. Si sarebbe servito anch’esso dell’opera dei tesorieri e di altro personale, come ad esempio i commandatori addetti alle esecuzioni. Rimaneva tuttavia l’obbligo di informare mensilmente i deputati su ogni operazione compiuta. Questi, in caso di controversie fiscali, erano anche giudici in prima istanza; in seconda istanza erano giudici i Rettori. Tale sistema di esazione che durò fino alla riforma del 1789 ( vedi p. 6 ), con cui Venezia stabilì che tutte le imposte venissero liquidate direttamente dal contribuente presso la camera fiscale. In tale circostanza vennero istituiti i deputati alle imposte.

Notevole documentazione, riguardante sia la zona urbana che quella extraurbana, in merito alla esazione delle imposte, in particolare della dadia, imposizione fiscale sopra i terreni, proporzionata al valore o estimo, e delle altre gravezze de mandato domini: sussidio, tassa di gente d’arme, alloggi della cavalleria, fabbriche di Legnago. Nonostante si tratti di un fondo frammentario e di difficile inventariazione, sono individuabili alcuni raggruppamenti omogenei per contenuto: Dadie, Debitori di gravezza, Esenti ed esenzioni, Esattori ed esazioni, Cause per gravezze, Atti dei presidenti all’esazione, ed altri.

[ I / 7B – 8A ]

Campatico, regg. e voll. 286 ( 1682-1805 ). Indice parziale.

Istituita con decreto 14 genn. 1681, era una imposta annuale sui terreni fruttiferi di tutta la provincia , proporzionata alla loro qualità arativa, boschiva o prativa. Era di tre specie: ordinario, Adige, Brenta. Mentre i primi due gravavano indiscriminatamente su tutti i beni della provincia, il terzo gravava solamente su quei distretti che erano soggetti alle piene del fiume Brenta e pertanto esposti ad eventuali danni.

Le due serie più compatte sono costituite da: < indici alfabetici > 1683-1791, voll. 25 disposti cronologicamente. < quaderni di cassa > 1682-1805, regg. 84, pure in ordine cronologico e con indice alfabetico.

[ I / 8A ]

Tanse, voll. 32 (secc. XVII e XVIII ).

Erano gravezze personali sul reddito che colpivano i proventi delle attività industriali e commerciali.

Si riconnette strettamente al fondo precedente ; molti volumi infatti sono intitolati promiscuamente Campatici e tanse.

[ I / 8B ]

Vicinie, bb. e voll. 122 ( sec. XVII- 1806 )

Con tale nome vengono indicate le riunioni indette periodicamente dai diversi comuni del padovano per discutere problemi di natura eminentemente finanziaria. Contiene : licenze per vicinie, decreti di conferma per esattori e cassieri ( ogni esattore o cassiere del territorio riceveva all’inizio della sua esattoria la lista delle imposte da riscuotere ratealmente presso i contribuenti locali ; al termine di essa doveva rendere conto di tali rate alla cancelleria del capitanio ) e soprattutto atti relativi a getto di rate dei comuni.

[ I / 8B ]

Dazi, voll., bb. e fascc. 467 (XIV-1806 ).

Erano le imposte di natura indiretta: i dazi di consumo cadevano sulla produzione, circolazione, vendita e consumo dei generi alimentari; i dazi di commercio sull’ingresso, transito ed uscita delle merci. L’organo che in Venezia regolava l’amministrazione dei dazi di terraferma era costituito dai revisori e regolatori dei dazi ( e, dal 1632, dai revisori e regolatori delle entrate pubbliche in zecca).La serie più cospicua è costituita dagli atti riguardanti i diversi dazi, in ordine alfabetico. Vi sono poi stride (mandati di riscossione ), atti vari in materia di appalti, affittanze, processi, contrabbandi ed altro.

[ I / 8B ]

Privative, bb. 24 ( secc. XVI-XVIII ).

Raccoglie atti diversi relativi a vendite di privative – concessioni per l’esercizio di imprese – nonché ai < partiti > o appalti del sale, del salnitro e del tabacco. Una parte del materiale si riferisce a contrabbando di tabacco.

[ I / 9A ]

Monete e misure, bb. e fascc. 13 ( secc. XVIII-XIX ).

Il diritto di bollare gli stai, i mastelli, le stadere, le libre ed altro, sia nella città che nelle ville, spettava al comune di Padova fin dal 1339. Gli organi che esercitavano la vigilanza sul corso delle monete erano localmente i presidenti alle orerie e monete, in numero di tre, e in Venezia i provveditori sopra ori e monete.

Contiene informazioni sulla circolazione delle monete venete e sulla bollatura degli ori, dei pesi e delle misure.

Boschi, bb. 14 ( secc. XV-XVIII ).

La sorveglianza sui boschi di tutto il Padovano era di spettanza del Reggimento all’arsenal di Venezia, verso il quale esisteva l’obbligo di fornire il legname necessario ai pubblici usi. Le licenze per il taglio dei roveri venivano invece rilasciate dal capitanio ai boschi.

Atti per la maggior parte relativi al taglio dei roveri: licenze, lettere del Reggimento all’arsenal, processi per tagli abusivi e così via. Si segnala in oltre un volumetto manoscritto intitolato Catastico e signatura di roveri e boschi fatta nel territorio padovano per il cavalier sig. Alvise Bembo provveditore sopra i boschi e salnitri,1588.

[ I / 9A ]

Pensionatico, bb. 17 ( 1407-1798 ).

E’ la servitù di pascolo alla quale, in certi mesi dell’anno ed entro certi spazi detti poste, andavano soggetti i terreni in cambio del pagamento annuale di un piccolo canone. Il tributo per pascolo venne pagato per lungo tempo ai feudatari, e in seguito ai comuni. La repubblica di Venezia decise invece di cederlo ai privati. Da allora furono questi ultimi, divenuti proprietari delle poste, a riscuotere il pensionatico dai proprietari delle pecore.

Il fondo contiene, oltre a notizie sui pascoli soprattutto per quanto attiene ai comuni, la serie delle disposizioni in materia dal sec. XV al XIX.

[ I / 9A ]

Acque, bb. e voll. 252 ( 2530-1808, con copie anteriori di ducali o di disposizioni richiamate dagli statuti padovani ); pergg. 339 ( secc. XVI-XVIII ) : ducali originali. Inventario 25 (1953).

Dal sec. XVI l’inizio di una serie di lavori – scoli, irrigazioni, riatto di argini – richiese l’istituzione di numerosi consorzi, sorti non solo d’autorità, ma anche su iniziativa di privati. Tali consorzi furono assoggettati a determinate discipline e affidati anche alla sorveglianza di speciali magistrature, della sopraintendenza delle quali furono incaricati i Provveditori all’Adige di Venezia. La maggior parte però rimase soggetta direttamente alla giurisdizione veneziana del magistrato alle acque nei comprensori relativi a fiumi sfocianti nella laguna, dei Provveditori ai beni inculti negli altri casi.

<Acque diverse> 1556-1808, voll. e bb. 92: acque interne ed esterne alla città e costruzioni relative, argini, rotte, molini, processi, disegni. Vedi anche Raccolte e miscellanee, Disegni e mappe, p. 276. <Consorzi> 1415-1800, bb. 6. <Adige> 1405-1804, voll. e bb. 154: atti dell’officio dell’Adige, a capo del quale vi erano i Presidenti dell’Adige e che dipendeva dai Provveditori all’Adige di Venezia; ducali e lettere varie, processi, appalti e lavori, atti diversi.

[ I / 9A ]

Giochi lotti e spettacoli, bb.3 ( 1502-1805, con disposizioni anteriori tratte dagli statuti comunali ); pergg. 8 ( sec. XVI-XVIII ) .Inventario 33 (1975). Ducali e proclami , per lo più a stampa, in materia di giochi, lotti, feste e spettacoli.

[ I / 9B ]

Cartiere e stamperie, bb. e voll. 3 ( 1406-1801 ); pergg. 10 ( sec. XVII-XVIII ).Inventario 38 (1975).

La documentazione, prodotta dalle più svariate magistrature ( provveditori e aggiunti alla provvisione del danaro pubblico, scansadori alle spese superflue, cinque savi alla mercanzia, rettori di Padova ed altre ), ha un interesse eminentemente amministrativo. Solo indirettamente trapelano notizie di altra natura sulle stamperie padovane ( Penada, Cappello, Volpi, Gonzatti, del Seminario ) e sulle trentotto cartiere di terraferma.

[ I / 9B ]

Strade, piazze, mura, fiere e mercati, stazi, fabbriche, voll. e bb. 135 ( sec. XV-XIX, con docc. in copia di secoli precedenti )

Fondo eterogeneo che ha come denominatore comune il suolo pubblico: trattasi infatti o di autorizzazioni ad occupare suolo pubblico per fiere , mercati o stazi ( mentre nel caso delle fiere e mercati trattavasi di concessioni gratuite, che comportavano spesso anche la franchigia da ogni dazio di ingresso ed uscita delle merci, lo stazio era una vera e propria affittanza di suolo pubblico in cambio di un canone annuo da corrispondere al ” conduttor di stazi “, che aveva a sua volta ricevuto in locazione dal comune il relativo appalto ) o di lavori di manutenzione su strade ed edifici pubblici, o di permessi di costruzione per fabbriche private prospicienti la via pubblica o da compiersi su terreno comunale . Vi sono pertanto stime e perizie compiute dal proto pubblico, preventivi per lavori di restauro, gare d’appalto ed altro. Di un certo interesse un volume manoscritto intitolato: Nuovo catastico e distinta descrizione (per quartieri ) di tutte le case che sono et erano di pubblica raggione poste nella città di Padova formato d’ordine dell’Ill. et Ecc. Sig. Francesco Correr capitanio di Padova….l’anno 1729.

[ I / 43B ]

Circa l’obbligo dei privati di compiere lavori di restauro nei propri edifici dichiarati pericolanti, vedi anche Comune, Deputati ad utilia, p. 2. Numerose stime, perizie e disegni di immobili pubblici e privati trovansi anche nel fondo Foro civile, p. 12.

Vettovaglie, commerci e agricoltura, bb. e voll. 530 ( sec. XV-1807 ).

L’ufficio delle vettovaglie aveva il precipuo compito di vigilare sulla vendita delle derrate affinché fossero buone, di giusto peso e al prezzo legale. vi erano addetti ai quattro deputati alle vettovaglie, che si avvalevano dell’opera dei cavalieri di comun e dei cavalieri di piazza. Eventuali infrazioni venivano denunciate al giudice delle vettovaglie (vedi archivi giudiziari civili, Vettovaglie e danni dati, p. 12 ). In seguito alla creazione dell’Ufficio di sanità ( vedi p. 10 ) assistiamo però ad un lento trapasso di competenze da un ufficio all’altro, che finisce per svuotare la vecchia istituzione comunale. Nei riguardi delle biade e dei frumenti, oltre ai suddetti controlli, vigevano norme particolari : non era infatti permesso il libero spaccio delle granaglie al di fuori dello stato e vi era l’obbligo della loro “condotta ” in Padova fino a saturazione del fabbisogno cittadino. Da qui la necessità di compire periodici censimenti ( descrizioni di biade ) in Padova e fuori per accertare l’entità della produzione. A tale scopo era stato istituito l’ufficio delle biade. Per evitare i rialzi dei prezzi a fini speculativi vennero istituiti poi, nel 1776, i sensali alle biade ai quali spettava l’obbligo di notificare al notaio preposto alle vettovaglie i prezzi di vendita del frumento ( fedi dei prezzi ).

< Vettovaglie e commerci > sec. XV-1807, bb. voll. e fasc. 225 : ufficio delle vettovaglie, calmieri, generi alimentari vigilati, atti diversi. < biade, frumenti e agricoltura > sec. XV- 1802, bb. e voll. 305: libri di descrizione delle biade, fedi dei prezzi dei frumenti, condotte dei frumenti, atti diversi.

[ I / 9B ]

Canapi, bb. e voll. 36 ( seconda metà sec. XVIII ).

Il governo di Venezia dimostrò la massima cura per la produzione della canapa dato che l’arsenale ne consumava gran copia. Fissò pertanto il prezzo della canapa ad uso pubblico, ne proibì l’incetta e l’asportazione, ne regolò la macerazione, istituì delle tane ( luoghi di deposito ) e maceratoi pubblici in Montagnana, Este e Cologna ( Cologna Veneta) e creò dei magistrati che vigilassero all’esecuzioni delle sue leggi .

Atti per la coltivazione la vendita della canapa: registri di raccolti, lettere di magistrati, ordini relativi ai maceratoi.

[ I / 9B ]

Ufficio di sanità, voll. e bb. 622 (1531-1810, con docc. in copia del 1260 ) pergg. 25 (sec. XV-XVIII ). Inventario 2 bis.

Risulta stabilmente costituito dopo il 1530, anche se già dal 1522 venivano saltuariamente scelti in seno allo stesso consiglio di Padova tre o quattro membri, con il nome di Provveditori, che avevano l’incarico di tutelare la città dal pericolo dei contagi. Successivamente la loro competenza si estese anche alla sorveglianza sulla pulizia stradale e su tutta la pubblica igiene, sottraendola all’ufficio delle vettovaglie che perdette a poco a poco la sua importanza. Oltre ai provveditori, dapprima in numero di tre poi in numero di cinque, nell’ufficio vi erano: il cancelliere, cui spettava la tenuta dei registri e della corrispondenza, il coadiutore, che teneva la registrazione dei mendicanti e dei morti, il capitanio addetto alla pulizia stradale e alla sorveglianza sui girovaghi e mendicanti, il comandator, che esercitava il controllo sanitario sulle derrate alimentari, ed altri funzionari minori. Alla sanità delle ville del territorio erano invece preposti dei deputati. Con il passar del tempo la competenza dell’ufficio si ampliò sempre più estendendosi alla vigilanza sul personale sanitario, sui medicinali e sugli ospedali. Non meno importante si rivelò inoltre la funzione di stato civile, in mancanza di un vero servizio anagrafico ( vedi censimenti , anagrafi e stato civile, p.22 ). Spettava infatti all’ufficio rilasciare il permesso di inumazione sulla base della fede di morte presentata dal parroco nella cui circoscrizione era avvenuto il decesso. Tali denunce di morte venivano annotate in appositi registri detti libri dei morti . Nella seconda metà del sec. XVIII l’ufficio tenne per un breve periodo ( 1768-1782 ) anche il registro dei nati e nel 1787 gli venne pure affidato il censimento della popolazione. Tutte le infrazioni agli ordini di sanità erano di competenza dell’ufficio stesso il quale perciò era detto anche magistrato di sanità. La sua giurisdizione si estendeva, oltre che sulla città, sulle vicarie e su alcune podesterie ( Castelbaldo, Piove di Sacco, Camposampiero ). per le altre podesterie ( Montagnana, Este, Monselice, Cittadella ) erano invece competenti i pubblici rappresentanti locali e loro uffici di sanità.

I documenti in copia si riferiscono ad antiche norme in materia di sanità tratte dagli statuti comunali. Ad eccezione dagli atti del < Lazzaretto > 1436-1810, voll. e bb 95, che ne costituiscono una compatta appendice , e delle < Fedi di morte > 1598-1810, voll. 50, il fondo non risulta suddiviso in serie; il materiale è tuttavia riconducibile ad alcune categorie principali: parti e lettere, cause e processi, peste, malattie delle bestie ed altre.

[ I / 43A-B ]

Clero secolare, bb. 59 (1406-1854, con docc. in copia dal 964 ); pergg. 484 ( secc. XV-XVIII ).

Inventario 45 (1976-1977).

Organi localmente competenti in materia ecclesiastica erano i rettori e alcuni organi cittadini come i deputati alle cause pie ( vedi Deputazione alle cause pie, p.3 ) .

Materiale di provenienza diversa; la maggior parte deriva dall’archivio del rettore veneto in Padova. Molti fascicoli contengono infatti la ducale con cui il rettore veniva incaricato dello svolgimento di un determinato affare in materia ecclesiastica, le informazioni da lui assunte localmente e la sua risposta agli organi centrali.

[ I / 10B ]

Clero regolare, bb. e voll. 90 ca. ( sec. XVII-XIX ) .

Atti emanati dai protettori ai monasteri di Venezia , dal vescovo, dal senato veneto o dagli organi cittadini competenti ( vedi fondo precedente ).

< Atti generali > secc. XVII-XVIII, bb. 30 ca. < Atti particolari > secc. XV-XIX, bb. e voll. 60 ca. riguardano i singoli conventi. Il fondo integra pertanto il grande archivio delle corporazioni religiose soppresse ( vedi p. 26 ).

[ I / 10B ]

Milizie, bb. e voll. 137 ( 1434-1798 ) . Inventario 53.

Archivio piuttosto frammentario che si riconnette all’altro di epoca posteriore ( vedi Miscellanea militare, p. 18 ). Rispecchia l’organizzazione militare veneziana in terraferma.

< Bande di gente d’arme > 1565-1793, bb. e voll. 25: le bande erano assoldate e stanziate dalla repubblica di Venezia in Padova e territorio a presidio delle piazzeforti. < Compagnie di cavalleria fanteria > 1556-1798, bb. e voll. 12. <Bombardieri e bombisti > 1578-1795, bb. e voll. 30: nella città di terraferma erano così chiamati coloro che venivano addestrati nell’uso delle bocche da fuoco; avevano anche attribuzioni di polizia urbana ( guardia alle porte, servizio in caso di epidemie e incendi, ecc. ); malvisti dalla popolazione cittadina furono soppressi con decreto del senato veneziano del 5 ott.1771. <Reggimento di Padova >1434-1794, voll. 2: era un corpo militare costituito da cittadini padovani volontari e venne impiegato fino alla fine del ‘700 in operazioni di guerra nello scacchiere di levante; gli ufficiali appartenevano tutti alla nobiltà cittadina . < Dazieri e ministri pubblici > 1557-1794, bb. 2. < Cernide > 1482-1796, bb. e voll. 62: istituite dalla repubblica veneta nel 1508 col doppio titolo di cerne e di ordinanze, erano contingenti locali di fanteria posti a difesa dei confini; tali milizie paesane , ” scelte ” fra gli abitanti del contado dai quindici ai sessant’anni, erano curate in modo particolare da Venezia. <Milizie straniere in transito> 1701-1798, b. 1. < Armi e munizioni > 1588-1795, bb. 3.

[ I / 11A ]

Terminazioni dei provveditori alle rason vecchie, bb. e voll. 4 ( 1734-1819 ). Inventario 7.

Miscellanea in prevalenza di terminazioni dei Provveditori veneziani in materia di affittanze, investiture e vendite di beni pubblici situati in Padova e provincia , pervenute all’Archivio di Stato insieme ai documenti delle corporazioni soppresse nel periodo napoleonico.

[ I / 75B ]

Archivi giudiziari civili, voll. e bb. 10.094 ( 1351-1803 ). Inventario 10 (sommario).

L’amministrazione della giustizia dipendeva in linea di massima dal podestà il quale poteva esercitarla direttamente o mediante giudici scelti. Vi era pertanto una magistratura giudicante veneziana formata dal Podestà e dai suoi assessori ed una magistratura locale detta dei giudici pedanei o da basso, fornita dal sacro collegio dei giudici ed avvocati: da qui la distinzione degli uffici giudiziari in superiori o inferiori. Eccezion fatta per cause di competenza esclusiva di determinati giudici , le cause civili ordinarie ,con importo superiore a lire cento, erano invece di regola riservate ai giudici pedanei. La procedura di appello prevedeva che le sentenze emanate dai giudici di palazzo o pedanei dovessero essere portate in seconda istanza presso uno degli assessori; in terza istanza presso il podestà, il che era possibile solo nel caso in cui la seconda sentenza non fosse stata conforme alla prima. Le sentenze prodotte in prima istanza da uno degli assessori o addirittura dal podestà o capitanio passavano in seconda istanza rispettivamente al podestà o ai tribunali superiori di Venezia. L’amministrazione della giustizia nel territorio si differenziava a seconda che si trattasse di podesterie maggiori ( Este, Montagnana, Monselice, Cittadella )o minori ( Camposampiero, Castelbaldo e Piove di Sacco ).Le avevano la giurisdizione civile di prima istanza e una giurisdizione criminale minore ( per gli appelli e per i crimini maggiori era competente Venezia ); le altre unitamente alle vicarie, dipendevano dal foro di Padova.

Tutti gli atti civili sono stati divisi , ufficio per ufficio, in tomi, contenenti gli atti civili del giudizio, e filze, costituite dagli allegati: deposizioni testimoniali, conclusioni di avvocati ed altro. Solo l’archivio dell’ufficio del sigillo, al quale spettava la redazione e registrazione di tutti gli atti civili di competenza del tribunale del podestà e del suo vicario, risulta diviso in maniera più particolareggiata, per tipo di atti: appellazioni, bolli, cedole e così via, sempre mantenendo però all’interno di tali suddivisioni la suddetta fondamentale distinzione.

Uffici superiori

< Sigillo > 1361-1803, voll. e bb. 3.647. < Vettovaglie e danni dati > 1351-1797, voll. e bb. 1.340. < Aquila > 1361-1797, voll. e bb. 1.420.

Uffici inferiori

< Orso > \365-1797, voll. e bb. 1.159. < Pavone > 1368-1797, voll. e bb. 239. < Porcello > 1372-1797, voll. e bb. 188. < Capricorno > 1429 1797, voll. e bb. 131. < Volpe > 1369-1797, voll. e bb. 361. < Dolce > 1391-1797, voll e bb. 55. < Cammello > 1364-1803, voll. e bb. 431. < Stambecco > 1477-1548, voll. e bb. 3. <Lupo > 1398-1620, voll. e bb. 2. < Cavallo > 1351-1803, voll. e bb. 363. < Drago > 1353-1797, voll. e bb. 248. < Leopardo > 1351-1797, voll. e bb. 248. < Cervo > 1352-1797, voll. e bb. 117. < Bue > 1395-1797, voll. ebb. 80. < Grifo > 1402-1797, voll. e bb. 62.

[ I / 11A – 25A ]

Foro civile, voll. e bb. 451 ( 1211-1805 ) contenenti pergg. 898 ( 1211-1730: secc. XIII 50, XIV- XVIII 848 ).

Fondo non inventariato comprendente atti relativi ai rapporti tra le magistrature giudiziarie e quelle amministrative, nonché alle cause d’interesse pubblico e privato sostenute dalla città.

Serie individuate: < Istrumenti in pergamena > 1211-1730, bb. 8 contenenti pergg. 898. Altre pergamene sono incluse nel restante materiale, ma sono tuttora non individuate. < Perizie, disegni e stime pubbliche e private > secc. XVII-XVIII, voll. e bb. 28: contengono in massima parte i lavori tecnici eseguiti dai proti pubblici Giovanni Battista ( 1727-1759 ) e Giacomo Savio ( 1759-1766 ) su richiesta di privati o delle autorità pubbliche; vi figurano talvolta in veste di periti legali in occasione di vertenze giudiziarie o questioni ereditarie. La rimanente documentazione si riferisce a: statuti e discipline del foro; avvocati, procuratori e comandatori; notifiche di atti notarili; cause della città.

[ I / 27B – 28A ]

Archivio giudiziario criminale, bb. 493 ( 1502-1805 ). Parzialmente ordinato.

Per le cause criminali la magistratura competente era una sola, presieduta dal giudice al malefizio. A lui infatti ordinariamente venivano presentate le accuse e le difese, a lui toccava istruire il processo anche se il potere decisionale spettava al Podestà e alla sua corte. I processi più importanti venivano avocati dal Consiglio dei dieci, il quale poteva però delegarli al Podestà che in questo caso ne deferiva la istruzione al cancelliere pretorio. Le cause che per legge non comportavano la procedura criminale ordinaria venivano definite dal podestà o dal giudice al malefizio con procedura sommaria. Per quanto riguarda il territorio, mentre le podesterie minori ( vedi p. 11 ) e le vicarie dipendevano dal foro di Padova, le altre podesterie avevano una giurisdizione criminale per i reati minori. Per i delitti gravi era come al solito competente Venezia, salvo espressa delega al Podestà di Padova. Tutti gli appelli venivano presentati alla magistratura veneziana del Consiglio dei quaranta. Nel caso di processi delegati al podestà col rito del consiglio dei dieci, il giudizio di appello spettava invece al consiglio stesso.

Non molto rimane dell’archivio, avendone un incendio del 1737 distrutto buona parte; dei secc. XVI e XVII restano infatti solamente una sessantina di pezzi : incartamenti dei processi, con le eventuali ducali di delegazione al Podestà, verbali di testimoni ed altro. Per le sentenze criminali vedi Foro criminale. In coda all’archivio vi sono altresì alcuni carteggi relativi ai processi svoltisi presso i tribunali criminali istituiti durante il periodo democratico e la prima dominazione austriaca.

[ I / 28B ]

Foro criminale o del malefizio, voll. e bb. 89 ( 1412-1804 ).

Atti che integrano l’Archivio giudiziario criminale . Si segnalano: < Atti del giudice del malefizio> secc. XV-XVIII. < Raspe > 1579-1797: emanate dai podestà in carica.

Altri raggruppamenti omogenei riguardano fra l’altro : denunzie, banditi, prigioni, tasse criminali, censori alle pompe ( documenti dal 1440 al 1653, compresi in sei buste, dell’ufficio pompe e lusso, che aveva il compito di comminare contravvenzioni in materia di lusso ritenuto esagerato ).

[ I / 28A ]

PERIODO NAPOLEONICO

Governo democratico ( 1797-1798 )

Il governo centrale del padovano, Polesine di Rovigo ed Adria aveva competenze politico-amministrative su tutto il territorio relativo e ad esso facevano capo istituzioni locali come le municipalità e i comitati. Quanto agli uffici giudiziari in tutte le municipalità, ad eccezione di Padova e Rovigo, il governo centrale istituì una commissione straordinaria criminale, inappellabile e dotata di una procedura assai breve . Questa commissione durò dal 26 Luglio al 18 dicembre 1797, data in cui furono istituiti i nuovi tribunali ordinari di prima istanza ( uno a Padova e uno a Rovigo ) e uffici criminali in ogni altro capoluogo di cantone. Fu inoltre stabilito un tribunale d’appello, residente in Padova, unico per tutto il dipartimento, al quale venne affidato anche l’espletamento dei casi non ancora definiti dalla soppressa commissione straordinaria.

Degli organismi amministrativi è rimasta scarsa documentazione contenuta per lo più nella parte iniziale della Deputazione del consiglio generale, vedi p. 14, e qualche fascicolo nella miscellanea civile, p. 18. Vedi anche, nel periodo precedente, Estimi, Estimo 1797, p.3, e, nel periodo delle Restaurazione, Imposte, p. 17. La documentazione relativa alle istituzioni giudiziarie costituisce di fatto un’appendice dell’archivio giudiziario criminale descritto a p. 12-13.

[ I / 29A ]

Tribunale civile di prima istanza, voll., bb. e regg. 20 ( 1797-1799 ). Elenco 1940-1945. Inventario 10.

Era articolato in tre camere composte di tre giudici ciascuna.

[ I / 29B – 30A ]

Camera mercantile, voll. e bb. 3 ( 1797-1798 ). Elenco 1940-1945. Inventario 10.

Composta di tre giudici, decideva tutte le cause di merito tra mercanti relative al commercio. Era previsto che si potesse ricorrere in seconda istanza ad apposito collegio mercantile, del quale però non è rimasta documentazione.

[ I / 29A ]

Tribunale civile di seconda istanza, voll., bb. e regg. 10 ( 1797-1798 ). Elenchi 1940-1945. Inventario 10. Era composto di diversi collegi, ciascuno con competenze specifiche e un proprio presidente.

[ I / 29A ]

Tribunale criminale ordinario di Padova, b. 7 ( 1797-1798 ).

E’ l’unico tribunale ordinario del dipartimento, seguito poco dopo da quello di Rovigo, ad avere avuto fin dall’inizio un’organizzazione adeguata alle nuove strutture politico-amministrative.

[ I / 29A ]

Prima dominazione austriaca ( 1798-1805 )

L’Austria, all’indomani del suo insediamento, provvide a ripristinare le autorità politico-amministrative, in vigore dal 1° gennaio 1796. Abolite le municipalità provvisorie, venivano infatti ripristinati i consigli comunali sotto la presidenza del membro più anziano con funzioni di regio delegato. Quale rappresentante del governo, e con parte delle attribuzioni del podestà, venne inviato un austriaco con il titolo di commissario civile. Per quanto riguarda l’amministrazione finanziaria, il 10 maggio 1798, venivano istituite a cura della intendenza generale di Venezia sette intendenze provinciali ( Venezia, Padova, Rovigo, Vicenza, Verona, Treviso, Udine ). Soppressa nel 1803 l’intendenza generale, cessavano poco dopo di funzionare anche le suddette intendenze. L’attività svolta da tali organi veniva ripresa nel 1804 dall’amministrazione camerale di Venezia alle cui dipendenze furono posti (1° febbraio 1804 ) gli ispettori di Padova, Vicenza, Verona, Treviso e Udine. In seguito alla divisione del Veneto in sette provincie ( editto imperiale 16 marzo 1803 ), anche in Padova venne istituito un capitaniato provinciale, organo amministrativo statale dipendente dal governo generale di Venezia. Per quanto riguarda l’amministrazione giudiziaria vennero temporaneamente confermati gli organi esistenti. I giudici civili e criminali dovevano però uniformarsi solamente alle leggi e consuetudini in vigore anteriormente al 1° gennaio 1796. Nei capoluoghi di provincia furono poi istituiti, in base al proclama del 6 febbraio 1798, tribunali d’appello provinciali civili e criminali e, a Venezia, un tribunale revisorio di ultima istanza, i quali funzionarono fino al 2 aprile 1803, data in cui furono rispettivamente sostituiti dal tribunale d’appello generale avente sede a Venezia e dal tribunale supremo di Vienna ( editto 27 mar. 1803 ).

Oltre ai fondi di seguito descritti, documentazione di uffici di questo periodo può trovarsi nei fondi del periodo degli antichi regimi.

Deputazione del consiglio generale, bb. e voll. 145 ( 1797-1805 ).

Organo civico succeduto ai Deputati ad utilia.

L’archivio contiene tutti gli atti da esso emanati nonché la corrispondenza pervenuta da altri uffici: autorità militari, capitaniato, governo generale.

[ I / 29B ]

Intendenza di finanza, vedi Intendenza provinciale di finanza, p. 17.

[ II / 73A ]

Deputati alle imposte, vedi Imposte, P. 17 .

Ufficio alle regolazioni, vedi Imposte, P: 17.

Commissione per la revisione dei conti, vedi Imposte, P. 17.

Miscellanea civile, vedi p. 18.

[ I / 33A ]

Deputazione militare alle sussistenze, bb. e voll. 34 ( 1798-1812 ).

Unico, tra gli uffici civici istituiti dopo il 1796, ad essere mantenuto in vigore dalla commissione camerale .

Il fondo contiene, oltre agli atti della stessa deputazione, le disposizioni emanate dal governo generale di Venezia, nonché la corrispondenza intercorsa con le autorità comunali in merito ad alloggi , sussistenza, approvvigionamenti.

Miscellanea militare, vedi p. 18.

[ I / 33A ]

Tribunale sommario, voll. e bb. 68 ( 1800-1803 ). Inventario sommario 10.

Il giusdicente ad esso preposto ( cfr. proclama 21 apr. 1798 del consiglio generale di Padova ) giudicava in via sommaria e definitiva le cause civili di minore rilievo, non eccedenti dapprima lire cento piccole, successivamente lire trecentodieci piccole (cfr. proclama 5 mag. 1798 del consiglio generale di Padova ); giudicava anche in materia criminale attenendosi alle norme fissate per la città di Venezia ( cfr. editto 31 mar. 1798, artt. LXVII-LXXIV ).

[ I / 30A ]

Tribunale civile di prima istanza, voll. e bb. 237 ( 1798-1803 ). Inventario sommario 10.

Istituito in Padova con proclama 15 mag. 1798, era composto da un giudice coadiuvato da due luogotenenti. Trattava le cause civili ordinarie di maggior rilievo, al di sopra di lire trecentodieci piccole ( le materie civili oggetto della sua competenza si trovano elencate nel proclama 21 apr. 1798 del consiglio generale di Padova ).

[ I / 30A ]

Tribunale criminale, b. 15 (1798-1805 ).

Istituito in Padova con proclama 16 mag. 1798 del consiglio generale di Padova, era costituito da un solo giudice. In caso di necessità veniva supplito dal giusdicente. La competenza di tale tribunale trovava un limite nei reati che comportassero pene del carcere o della galera superiori al triennio: rispetto ad essi infatti non poteva emanare sentenza ma solo esprimere un parere e quindi trasmettere gli atti processuali al tribunale d’appello.

L’archivio costituisce di fatto un’appendice dell’Archivio giudiziario criminale descritto a p. 12-13.

[ I / 29A ]

Tribunale di appello provinciale, vedi AS Venezia.

Altra documentazione giudiziaria di questo periodo si trova nel fondo Pretura forese di Montagnana, p. 18.

Regno d’Italia ( 1806-1813 )

Dopo l’unione al regno d’Italia e la conseguente estensione ad essi del codice napoleonico e delle norme in precedenza emanate per gli altri territori del regno, con decreto 22 dic. 1807, si provvide a dividere e ad organizzare il Veneto in sette dipartimenti. Il dipartimento con capoluogo Padova si chiamò dipartimento del Brenta.

Per tale periodo si conserva scarsa documentazione. Carte di carattere giudiziario, anche di questo periodo, potranno rinvenirsi presso il deposito sussidiario di cui è stato detto a p. 39 ( e seguenti ) , nonché presso la Pretura forese di Montagnana, p. 18. Non è da escludere che documenti di questo periodo possano trovarsi in fondi degli antichi regimi.

Prefettura del dipartimento del Brenta, bb. 55 ( 1806-1813 ). Inventario sommario 1958 n° 17.

[ II / 2B ]

Direzione del demanio, boschi e diritti uniti, vedi Corporazioni religiose, Soppressioni napoleoniche, Demanio, p. 27. Vedi altresì Archivi di famiglie e di persone, Pivetta Giuseppe Maria, p. 34.

Subeconomato dei benefici vacanti di Padova, vedi p. 19.

[ II / 1B ]

Miscellanea civile, vedi p. 18.

Coscrizione militare, bb. e regg. 172 ( 1806-1856 ).

Comprende atti relativi alle leve disposte sotto i regimi napoleonico e austriaco. Si segnalano gli atti della commissione di leva ( commissione cantonale napoleonica e commissione provinciale austriaca ), registri di iscrizione primitiva, liste di classificazione, stati parrocchiali ( liste annuali di nati in ciascuna parrocchia predisposte per la leva ).

[ I / 30B ]

Deputazione militare alle sussistenze, vedi p. 15.

Guardia nazionale di Padova, bb. 107 ( 1807-1815, con docc. dal 1796 e fino al 1849 ). Inventario 1957 n° 21.

Fondo eterogeneo il cui nucleo centrale è costituito dagli atti della Guardia nazionale napoleonica, ma che contiene anche atti relativi alle truppe italiane ( forze di terra e di mare ) e straniere che si avvicendarono nel territorio padovano in epoche diverse. Ne consegue che vi sono anche atti in data anteriore o posteriore al periodo in cui ebbe a funzionare la Guardia nazionale ( 1806-1814 ). Si integra pertanto con il successivo fondo Miscellanea militare, p. 18. Contiene, tra l’altro, documentazione relativa a trasporti, spedalità, reati di truppe francesi, austriache e italiane.

[ I / 30A ]

Miscellanea militare, vedi p. 18.

Restaurazione

Padova, oltre ad essere capoluogo di provincia fu innalzata al rango di città regia, assieme ad altre città, con patente sovrana del 24 apr. 1815. Nel 1818 le preture della provincia furono dodici, corrispondenti ciascuna all’omonimo distretto amministrativo. Furono di I classe la pretura di Padova ( distretto I ) e di Este ( distretto IX ); di II classe le preture di Conselve ( distretto XI ), di Montagnana ( distretto VIII ) e Piove ( Piove di Sacco ) ( distretto XII ); di III classe le preture di Camposampiero ( distretto IV ), Mirano ( distretto II ), Monselice ( distretto X ) e Noale (distretto III ) ; di IV classe le preture di Battaglia ( Battaglia Terme ) ( distretto VII ); di Piazzola ( Piazzola sul Brenta ) ( distretto V ) e di Teolo ( distretto VI ).

La documentazione conservata è, per questo periodo, molto esigua. Altre carte, tra cui quelle del tribunale di prima istanza civile, criminale e mercantile, si trovano, in quantità imprecisabile, presso il più volte ricordato deposito sussidiario. Non è da escludere che documenti di questo periodo possano trovarsi nei fondi degli antichi regimi. Del breve intervallo del governo nazionale provvisorio ( 22 marzo – 12 giugno 1848 ) rimangono pochi atti del Comitato provvisorio dipartimentale e del Comitato di difesa, frammisti agli atti della Miscellanea civile, p. 18, e della Guardia nazionale, p. 20, che comprende anche atti della Guardia nazionale del 1848; per altra documentazione della stesso periodo, vedi anche Archivi diversi, Società dei veterani del 1848-1849, p. 38.

Delegazione provinciale, bb. 793 ( 1815-1866 ). Inventario sommario 1958 n° 17.

[ II / 2B – 4A ]

Commissari distrettuali di

Cittadella, bb. 15 ( 1835-1890 ). Montagnana, b. 1 ( 1854-1855 ). Padova, vedi imposte infra

Nella provincia di Padova esistevano otto commissariati : Padova, Camposampiero, Cittadella, Conselve, Este, Monselice, Montagnana e Piove di Sacco.

Intendenza provinciale di finanza, voll. e bb. 20 ( 1798-1825 ). Inventario 1976 n° 39.

Continua con norme ed attribuzioni analoghe a quelle del periodo francese. Dipendeva dalla superiore autorità camerale del governo veneto.

Il fondo, piuttosto esiguo e lacunoso, abbraccia complessivamente un arco di tempo che va dalla prima dominazione austriaca al primo decennio del regno Lombardo-veneto. Più della metà degli atti riguarda però gli anni 1820-1825.

[ II / 73A ]

Imposte, bb. e regg. 46 ( 1796-1851 ). Inventario sommario 1976-1977 n° 46.

Miscellanea che comprende carte di uffici diversi: < Deputati alle imposte >1798-1799, bb. 2: proposte varie su metodi di esazione e di imposizione, traslati, sgravi e correzioni. < Ufficio alle regolazioni > 1801-1806, regg. 4: aveva sede presso la deputazione militare ed era addetto a regolazioni censuarie; i registri si riferiscono a trasporti di ditte, correzioni, ed altro. < Commissione per la revisione dei conti > 1803-1807, bb. 6: istituita in ogni provincia veneta nel 1798, esercitava un’attività di controllo sulle regolazioni per le imposte sia civiche che erariali; gli atti si riferiscono a richieste di traslati, di sgravi, di regolazioni ed altro. < Commissariato distrettuale di Padova > 1808-1845, bb. 12: retrodazioni ( restituzione al comune da parte del ricevitore comunale di beni pignorati e inutilmente messi all’asta ). < Atti del comune > 1796-1851, bb. 22: il nucleo più cospicuo è dato da 11 volumi di imposte personali per gli anni 1814-1846.

[ I / 29B ]

Direzione poi Ispettorato provinciale del demanio, vedi Corporazioni religiose, Soppressioni napoleoniche, Demanio, p. 27. Vedi altresì Archivi di famiglie e di persone, Pivetta Giuseppe Maria, p. 34.

[ I / 44A ]

Subeconomato dei benefici vacanti di Padova, vedi p. 19.

Coscrizione militare, vedi p. 16.

Miscellanea civile, bb. 231 ( secc. XVIII-XIX, con docc. dal 1388 ). Inventario sommario 1957 n° 23.

Comprende comunicazioni, bandi ed atti provenienti dalle autorità del territorio di Padova sotto il dominio veneto; il numero maggiore di documenti si riferisce però al regno d’Italia e alla restaurazione. le carte successive al 1866 sono rare. Data la frammentarietà del materiale non è possibile una divisione in serie.

Prestazioni militari, bb. 176 e regg. 78 ( 1851-1856 ).

Documenti relativi alla liquidazione di crediti vantati da persone o ditte verso la provincia di Padova per requisizioni militari effettuate negli anni 1848-1849. La procedura di rimborso avveniva a norma dell’avviso 6 apr. 1850, n. 701, della congregazione provinciale di Padova.

[ II / 1B ]

Miscellanea militare, bb. 168 ( 1798-1849 ). Non ordinato.

Formata da documenti di archivi diversi. Una parte è tuttavia divisibile per materia: servizi amministrativi della piazza di Padova ; lettere del comando generale di Padova ; alloggi, caserme, oggetti di casermaggio; requisizioni ; trasporti militari ; ed altro. Vedi anche Guardia nazionale di Padova, p. 16.

Pretura forese di Montagnana, bb. e regg. 1.438 ( 1798-1870, con docc. fino al 1930 ). Elenco di versamento 1957.

Ruoli di udienze civili, registri di atti civili ed altro.

[ I / 31A – 32B ]

II

Prefettura, bb. e regg. 8.770 ( 1866-1981 ). Inventario parziale (1959 ) 17. Elenchi di versamento.

Comprende alcune buste relative all’amministrazione interinale del commissario regio Gioacchino Pepoli, che rimase in carica per la provincia di Padova dal 18 luglio al 10 dicembre 1866.

< Gabinetto > 1866-1957, bb. e regg. 900. < Archivio generale > 1867-1981, bb. e regg. 7.970.

[ II / 4A – 16B ]

Gestione dei beni ex ebraici, bb 60 ( 1943-1946 ).

gli uffici per la gestione dei beni ebraici furono istituiti durante la repubblica sociale in seguito alla confisca dei beni stessi ( r.d.l. 9 febbr. 1939, n. 126 e d.l. 4 genn. 1944, n.2 ).All’ufficio amministrazione aziende agricole ebraiche, istituito in Padova il 31 dicembre 1943, spettava la gestione dei beni rustici, al commissariato gestione immobili urbani e mobili ex ebraici, istituito a Padova il 18 dicembre 1943, spettava la gestione dei beni urbani. Ambedue soppressi in seguito alla emanazione delle norme sulla reintegrazione patrimoniale dei cittadini di razza ebraica ( d.l. lgt 5 ott. 1944, n. 252 e d.l. lgt. 12 apr. 1945, n. 222 ), venne in loro vece istituito, con decreto prefettizio del 18 giu. 1945, n. 1159, il commissariato beni ebraici in liquidazione, con l’incombenza di provvedere alla riconsegna dei beni confiscati ai legittimi proprietari e di continuare intanto la loro gestione. Soppresso anche quest’ultimo su concorde parere del ministero dell’interno e dell’ente gestione e liquidazione immobiliare ( EGELI ), che aveva sede a Roma, con decreto prefettizio del 14 nov. 1946, n. 3235, la definizione delle pratiche ancora in sospeso veniva devoluta al personale prefettizio. Ciò comportò il versamento alla prefettura degli atti e documenti relativi alle precorse gestioni.

< Gestione dei beni mobili > 1943-1946, bb. 10: affari diversi e inventari dei beni mobili sequestrati. < Gestione beni immobili urbani > 1944-1946, bb. 30: contratti d’affitto, polizze assicurative, resoconti, affari diversi, rendiconti finali della gestione commissariale prima della loro restituzione ai legittimi proprietari.< Gestione beni rustici > 1943-1946, bb. 20: schedario delle ditte agricole ebraiche, inventari dei beni rustici, verbali di confisca, affari diversi.

[ II / 60B ]

Alto commissariato per le sanzioni contro il fascismo, delegazione provinciale, bb. 12 ( 1945-1947 ). Inventario sommario 1974 n° 34.

La delegazione, istituita il 22 gennaio 1946, sostituì la precedente <<commissione di epurazione>> ( nominata dall’Allied Military Government ) in base al d.l. lgt. 9 nov. 1945, n. 702.

Comprende qualche documento del partito fascista repubblicano.

[ II / 60B ]

Questura, bb. 243 ( 1945-1958, con docc. dal 1922 ). Inventario sommario 1965 n° 26.

[ II / 56A ]

Subeconomato dei benefici vacanti di Padova, bb. 208 (1808-1941 ). Inventario 49. Contiene l’amministrazione dei benefici resisi vacanti non solo nel distretto di Padova ma anche nei distretti di Camposampiero, Cittadella, Conselve, Este, Monselice e Montagnana. La documentazione relativa al periodo preunitario riguarda solo atti di vacanza di benefici.

[ II / 1B ]

Ufficio di leva di Padova, regg. 281 e fascc. 5.603 ( classi 1846-1911 ). Elenchi di versamanto.

< Liste di estrazione > classi 1877-1890, regg. 110. < Liste di leva > classi 1846-1911, fascc. 5.396 e regg. 171. < Elenchi giovani riformati sottoposti a nuova visita > classi 1874-1899, fascc. 207.

[ II / 41A – 45B ]

Ufficio di leva di Rovigo, regg. 260 e fascc. 2.369 ( classi 1855-1911 ). Elenchi versamento.

< Liste di estrazione > classi 1855-1891, regg. 173. < Liste di leva > classi 1856-1911, fascc. 2.369 e regg. 87.

[ II / 41A – 45B ]

Distretto militare di Padova, regg. 358 e bb. 97 ( classi 1872-1907 ). Elenchi di versamento.

< Ruoli matricolari sottufficiali e truppa > classi 1872-1907, regg. 302. Comprende anche due ruoli speciali relativi al personale mobilitato dalla Croce rossa italiana di Padova e un ruolo volontari. <Rubriche> classi 1886-1907, regg . 56. < Fascicoli personali > 1872-1900, bb. 97.

[ II / 41A – 45B ]

Distretto militare di Rovigo, regg. 274 e bb. 245 ( classi 1851-1900 ). Elenchi di versamento.

Soppresso il 15 settembre 1955, la sua circoscrizione è stata assorbita dal distretto militare di Padova.

< Ruoli matricolari sottufficiali e truppa > classi 1851-1900, regg. 241. Vi sono compresi due ruoli speciali relativi al personale mobilitato dalla Croce rossa italiana di Rovigo. < Rubriche > classi 1861-1900, regg. 33. Dal 1878 in poi vi è una rubrica per anno; per le classi precedenti si conservano le rubriche del 1861, 1862, 1964 e 1867. < fascicoli personali > 1851-1900, bb. 245.

[ II / 41A – 45B ]

Guardia nazionale di Padova, bb. e regg. 141 ( 1848-1866- 1872 ). Inventario 1957 n° 20.

[ II / 1A ]

Comando della seconda zona aerea territoriale, Direzione demaniale di Padova, vedi Guida, II AS Milano, p. 948.

Preture di

Montagnana, vedi pretura forese di Montagnana, p. 18. Padova, bb. 43 ( 1929-1940 ). Inventario sommario.

[ II / 61A – B ]

Tribunale di Padova, bb. 651 ( 1925-1945, con docc. dal sec. XIX ).

Altra documentazione di organi giudiziari, non ordinata, si trova nel deposito sussidiario.(+b.14 282- Grantorto ).

[ II / 21A – 40B ]

III

COMUNI

Padova, bb. e regg. 7.036 ( 1805- 1884 ).

La divisione dell’archivio del comune tra questa parte e quella descritta nella prima parte avviene, di massima, al 1805. Per alcune serie, che continuano ininterrottamente oltre tale data, vedi Comune, pp. 228-232, e Imposte, p.249. < Atti amministrativi > 1805-1884, bb. e regg. 3.842. < atti riservati > 1806-1884, bb. 51. < Atti contabili > 1806-1870, b. 3.143. <Atti comunali > inventario 59.

[ I / 33A – 40B ]

COMITATI DI LIBERAZIONE NAZIONALE

Comitato provinciale di liberazione nazionale, bb. 27 ( 1945-1946 ). Inventario sommario (1961) 27.

[ II / 60B ]

ARCHIVI NOTARILI

Collegio dei notai, bb. e voll. 154 ( 1395-1875 ).

I volumi , alcuni dei quali in pergamena, contengono tra l’altro Matricula notariorum minoris gradus, nonché gli elenchi dei notai approvati ad officia e ad instrumenta.

Per documentazione dei Collegi dei notai di Cittadella e di Montagnana, vedi Università, arti, collegi e ordini professionali, fraglie di arti del territorio, p. 22.

[ I / 45A ]

Atti dei notai del distretto di Padova, bb., voll. e regg. 11.840 ( 1303-1868 ). Elenco e indice alfabetico dei notai (1960) 16.

Sia pure in forma rudimentale, un archivio notarile cominciò a prendere forma nel 1420 allorché, per ordine delle autorità cittadine, fu stabilito che nella cancelleria comunale venissero raccolte e conservate tutte le minute dei notai morti o assenti domiciliati in Padova. Oltre a tali scritture dovevano essere presentai alla cancelleria, per la loro trascrizione in appositi registri ( tabulari ), i rogiti notarili menzionati nel codice riformato o veneto ( testamenti, atti dotali, vendite ed altro ). Con l’istituzione dell’Archivio notarile, avvenuta il 1° novembre 1807, vennero concentrati in esso tutti gli atti conservati nelle cancellerie comunali di Padova e del territorio.

L’archivio si articola nelle seguenti serie:

< protocolli > 1303-1465 voll. 424, 1400-1559 voll. 1.580, 1500-1658 voll. 3.283, 1600-1750 voll. 2.725, 1700-1849 voll. 2.996, 18001868 voll. 479.

< Tabulari > 1420-1489, voll. 42. gli estremi cronologici si riferiscono alle date di registrazione degli atti.

< Indici delle parti contraenti > secc. XVIII-XIX, regg. 191.

< Repertori dei notai > 1802-1868, regg. 94.

< testamenti segreti > 1674-1867, schede 2.008 comprese in bb. 15 e regg. 2. sono registri contenenti la <<Nota dei testamenti e codicilli chiusi che sono stati presentati in Archivio dai notarii di questa provincia>> dal 1754 al 1807.

< atti notarili rogati da notai di curia > 1338-1578, bb. e voll. 9. La serie, già nota come Ufficio vescovile, ha gli atti disposti in ordine cronologico.

[ I / 45A – 57B ]

CATASTI

Estimi, vedi p . 6.

Catasto di Padova, regg. 63 e mappe 31 ( 1810-1884 ). Elenco.

La documentazione é stata acquisita assieme all’archivio comunale. Comprende Padova città e i comuni del suo circondario esterno : Altichiero, Brusegana, Camin, Chiesanuova, Ponte di Brenta, Salboro.

Catasti di Padova e provincia, regg. 274 e mappe 8.058 ( 1828-1889 ). Elenchi 1972 e 1975.

Il catasto napoleonico , ordinato con decreto 12 genn. 1807 e terminato nel 1810, rimase quivi in vigore agli effetti dell’imposizione fiscale fino al 1846, allorché entrò in funzione il catasto stabile austriaco. Il catasto austriaco, attivato con notificazione 20 mag. 1846, nonostante si differenzi dal napoleonico per alcune particolarità tecniche, ne è in pratica un semplice aggiornamento. Il catasto italiano ( 1. 1° mar. 1886, n. 3682 ), per quanto, riguarda le regioni del Lombardo-veneto dove esisteva già un catasto geometrico particellare, non consistette che in una forma estimativa secondo quanto già praticato dall’Austria.

Il fondo contiene mappe e registri relativi alla situazione censuaria di Padova e provincia durante il periodo austriaco e quello successivo italiano, versati dall’ufficio tecnico erariale.

< Catasto austriaco > 1828-1845, mappe 3. 627 : comprende il cosiddetto estimo ” provvisorio “.

< Catasto austriaco e italiano > 1846-1889, mappe 3.250. Comprende il catasto ” stabile ” austriaco e quello italiano.

Vi é infine una terza serie riguardante solamente il distretto censuario di Padova, che comprende regg. 274 e mappe 1.181, per gli anni 1845-1889.

Catasti di Camposampiero, regg. 267 e mappe 493 ( 1810-1904 ). Elenco 1975.

Riguarda i comuni del distretto di Camposampiero. < Catasto napoleonico e austriaco > 1810-1847, mappe 140 e regg. 191. < Catasto austriaco e italiano > 1848-1904, mappe 353 e regg. 76.

Catasti di Piove di Sacco, regg. 288 e mappe 515 ( 1811-1904 ). Non ordinato.

Comprende i comuni del distretto di Piove di Sacco.

Catasto italiano, regg. 1.953 e ff. di mappe 1.581 ( 1865-1969 ). [ II / 50A – 55B ]

STATO CIVILE

Un vero servizio di rivelazione di dati sullo stato civile in Padova non si ha prima del 1762, anno in cui il << magistrato de’ estimi, depositi e agionti della provision del danaro >>, con apposito decreto del 1° dicembre, prescriveva la rinnovazione dell’anagrafe ad opera dei parroci ogni cinque anni. La descrizione della popolazione venne però ultimata soltanto nel 1791. Dopo il tentativo napoleonico di instaurare un servizio di stato civile, l’Austria preferì affidare nuovamente tale incombenza ai parroci.

Censimenti e anagrafi, bb. e regg. 52 ( 1621-1816 ). Inventario (1955) 19.

Si tratta prevalentemente di scritture compilate dai parroci della città e trasmesse alla cancelleria civica per disposizione delle autorità locali.

[ I / 59A ]

Censimenti, anagrafi e stato civile, bb. e regg. 660 ( 1711-1914 ). Inventario (1955) 19.

Come per il fondo precedente, le scritture più antiche furono compilate dai parroci. Comprende anche le Relazioni o tabelle di morte, compilate a cura dell’ufficio municipale d’igiene, che vanno dal 1817 al 1914; per il periodo precedente si veda il fondo Ufficio di sanità, p. 10.

[ I / 59A ]

Atti dello stato civile del dipartimento della Brenta, mazzi 676 e bb. 27 ( 1806-1817 ). Non ordinato.

[ I / 60B ]

Anagrafe parrocchiale, regg. 90 ( 1800-1880 ) inventario 19.

Si tratta in prevalenza dello stato civile austriaco.

[ I / 61A ]

Fogli di famiglia, bb. 385 ( 1806-1816 e 1869-1901 ) inventario 19/bis.

[ I / 61A – B ]

Miscellanea anagrafe, regg. 34 ( 1835-1930 ) inventario 19.

[ I / 60B ]

UNIVERSITÀ, ARTI, COLLEGI E ORDINI PROFESSIONALI

Studio patavino, bb. e regg. 224 ( 1384-1850 ). Inventari (1957 e 1980) 22.

Il fondo, costituito da documenti dell’archivio dei rettori di Padova, comprende per la maggior parte registri contabili degli stipendi e degli emolumenti in genere percepiti dai professori universitari nel periodo della reggenza di ogni singolo Capitanio o Podestà. Il rimanente materiale è costituito da una miscellanea di atti ( procedimenti disciplinari contro scolari, alloggi per studenti, componimenti poetici in latino e volgare in occasione di lauree ed altro ).

[ I / 61B ]

Fraglie d’arti della città, voll. e bb. 811 ( 1325-1831, con docc. in copia dal 1236 ). Inventario (1940-1945) 7.

< Beccari > 1435-1806, voll. e bb. 21. < Bottari e mastellari > 1684-1805, voll. 5. < Calegari > 1236-1806, voll. e bb. 23. < Carbonari > 1581-1671, vol. 1. < Casolini > 1436-1801, voll. 45.<Fabbri > 1464-1805, voll. e bb. 18. < Fornari > 1420-1798, voll. e bb. 17. < Fruttaroli > 1263-1806, voll. e bb. 18.< Marangoni > 1519-1806, voll. 18. < Molinari > 1647-1805, voll. 3. < Notai > 1325-1806, voll. e bb. 8. < Orefici > 1454-1805, voll. e bb. 7. < Osti > 1236 – 1806, voll .e bb. 7 . <Pescatori > 1420-1806, voll. e bb. 8. < Sartori > 1523-1805, voll. e bb. 3. < Speziali > 1246-1807, voll. 17. < Strazzaroli > 1366-1806, voll. 5. < Tagliapietra > 1555-1807, voll. 10. < Tintori > 1396-1806, voll. e bb. 11. < Zavattieri > 1443-1782, vol. 1.

Vi sono altresì due corporazioni autonomamente inventariate : < Collegio dei notai > ( vedi p.20 ) e < Arte della lana >1361-1831, voll. e bb. 565. Quest’ultima è di gran lunga la più importante fra le fraglie ed accoglieva in sé altre corporazioni minori : drappieri, guechiadi, pignolati.

I documenti in copia dal 1236 sono disposizioni tratte da antichi statuti di corporazioni.

[ I / 61B – 62A ]

Fraglie d’arti del territorio, voll. e bb. 7 (1691-1806, con docc. in copia datati 1256 ). Inventario (1940-1945) 7.

< collegio dei notai di Cittadella > 1256-1806, voll. 3 : il documento del 1256 è la copia del privilegio concesso al collegio notarile di Cittadella di << ius reddere>> nelle cause civili per conto del Podestà. < Collegio dei notai di Montagnana > 1737-1805, voll. 2 . < Barcaroli di Monselice > 1736-1806, b.1 . < Barcaroli di San Nicolò > 1691-1708, b.1.

[ I / 62A ]

Fraglie laicali diverse, bb. 15 ( 1329-1852, con docc. in copia di data anteriore ). Inventario (1977) 7/ter.

Tale gruppo di documenti, a somiglianza di altri ( quali scuole religiose diverse, monti di pietà diversi, ospitali diversi ), doveva far parte ab origine dell’archivio civico antico. Integra in parte il fondo precedente.

[ I / 62A ]

OPERE PIE, ISTITUZIONI DI ASSISTENZA E BENEFICENZA, OSPEDALI

Casa di Dio poi Istituto degli esposti, voll. e bb. 992 ( 1385-1848 ); pergg. 2718 ( 1147-1746, con docc. in copia e in regesto dal 1090 : secc. XII 2, XIII 223, XIV-XVIII 2.493 ). Inventario (1940-1945) 12.

la fondazione dell’ospizio, anticamente noto come Casa di Dio, risale agli inizi del sec. XII. sorto con generiche finalità caritative, dal 1500 si dedicò alla sola assistenza degli illegittimi abbandonati. Era gestito dalla fraglia dei battuti di S. Maria della casa di Dio che ne ebbe l’amministrazione fino al 1807. Da allora passò sotto l’amministrazione della congregazione di carità e poi della prepositura, secondo la legge austriaca, fino al 1879.

Il fondo, ricco di pergamene, si articola nelle seguenti serie principali : < Istrumenti e cause > 1147-1826, voll. 181: in questa serie si trova rilegata in volumi la maggior parte delle pergamane ; il più antico documento é un atto di vendita del 1090 riportato in regesto in un repertorio del sec. XVIII . <atti e parti >1428-1666, voll. 16. < Giornali e quaderni dell’entrata e spesa > 1385-1846, voll. 253. < Protocolli e atti di protocollo > 1822-1841, voll. e bb. 188. < Atti di protocollo della congregazione di carità > 1808-1822, bb. 20.< Scuola dei SS. Giacomo e Cristoforo > voll. e bb. 54 e pergg. 442 rilegate in volumi ( 1371-1792 ) : situata presso Ponte Mulino, era una congregazione costituita per accogliere nel suo ospedale i pellegrini diretti a Roma ; si trasformò poi in fraglia. Vedi anche Congregazione di carità istituti annessi.

[ I / 42A – 43A ]

Congregazione di carità e istituti annessi, bb. e voll. 213 ( 1297-1847 ).

La congregazione, istituita con decreto 5 sett. 1807 ed attivata nel dipartimento della Brenta con decreto del 19 ott. 1807, ebbe il compito di dirigere e amministrare i vari istituti di beneficenza e i loro beni. Sciolta nel 1818 dal governo austriaco, la liquidazione del suo patrimonio si concluse solamente alcuni anni dopo. L’amministrazione dei vari enti pii passò poi alle prepositure, organi soggetti totalmente all’autorità governativa.

< Atti, cause e scritture > secc. XIV-XVIII, voll. 112. < Commissaria Fontaniva > 1297-1737, voll. 28: era costituita da cinquantacinque assegni e << grazie >> dotali a favore di ragazze nate e domiciliate in Padova, <<di buona condizione e fama >>. < Istituto delle XX commissarie > 1623-1847, voll. e bb. 20: anche le commissarie ( lasciti ad pias causas ) – sia quelle già esistenti, sia quelle costituite all’indomani delle soppressioni napoleoniche – furono affidate dallo Stato alla gestione delle congregazioni di carità. < Congregazione dei poveri infermi e vergognosi > 1669-1847, voll. e bb. 53. Istituita nel 1558 per soccorrere gli infermi poveri a domicilio, data l’impossibilità dell’ospedale di S. Francesco di accogliere tutti gli infermi poveri della città ( vedi anche la serie Lazzaretto dell’Ufficio di sanità, p. 10 ). 15 volumi si riferiscono altresì ai seguenti luoghi pii: Istituto degli esposti, Casa di ricovero, Ospitale di S. Lazzaro, Ospitale di S. Daniele, Ospitale di Spirito Santo. Appartengono al fondo, anche se attualmente sono unite a quello dell’Ospitale civile ( vedi p. 25 ), le carte che documentano i molteplici rapporti intercorsi tra i due istituti. Si tratta di un complesso di documenti compresi in bb. 69 ( 1808-1824 ), relativi ad atti, sedute, cassa e ragioneria, debiti e ipoteche, miscellanea ( con documenti dal 1710 relativi alla Scuola dei battuti di Castelbaldo ), indici e protocolli.

[ I / 65B – 66A ]

Orfanotrofio femminile di S. Maria della Grazie, voll. e bb. 253 e pergg. 156 ( 1381- 1834 ). Inventario 1940-1945.

Sorto nel 1812 in seguito alla fusione di due istituti: il pio luogo degli orfani nazzareni e l’ospizio dei mendicanti. Fu eretto poi in corpo morale e il suo fine divenne quello di accogliere solamente fanciulle povere, che, nate da legittimo matrimonio, fossero rimaste orfane. L’assistenza ai fanciulli, ai vecchi e ai poveri venne pertanto affidata ad altro istituto, la casa di ricovero e d’industria.

Il fondo, unitariamente inventariato, conserva le carte dei due istituti che hanno dato origine all’orfanotrofio. La documentazione anteriore al sec. XVI è costituita in prevalenza da titoli di possesso.

< Pio luogo degli orfani nazzareni > 1381-1833, voll. e bb. 183 e pergg. 124: le pergamene sono contenute in tomi di istrumenti e scritture ereditarie. < Ospizio dei mendicanti > 1503-1834, voll. e bb. 70e pergg. 32.

[ I / 67B ]

Scuola di S. Maria della carità, voll. e bb. 560 ( 1450-1806 ).

Fu istituita agli inizi del sec. XIV con scopi di carità e devozione ed aveva insieme i caratteri di confraternita religiosa e d’istituto pio elemosiniero. Accessibile a tutte le classi sociali divenne ben presto una delle scuole più apprezzate. Ne venne decretata la soppressione nel 1797 dal governo democratico. Dopo alterne vicende la sua definitiva abolizione avvenne nel 1806. da quel momento l’unione dei suoi beni con quelli dell’ospedale divenne un fatto compiuto.

Catastici ed istrumenti, atti, cause e scritture, parti, elezioni e riduzioni, cassa, confratelli, beni e affittanze, grazie dotali, disegni e stampe.

[ I / 62B – 63A ]

Pio ospitale di S. Francesco, voll. e bb. 558 e pergg. 1.271 ( 1475-1805, con pergg. dal sec. XII ).

Fondato intorno al 1410 da Baldo dei Bonafari di Piombino e dalla di lui consorte Sibilla De Cepto, per dare asilo agli infermi poveri, fu costruito verso la metà del 1400 nei pressi della chiesa e del monastero di S: Francesco. Per disposizione testamentaria della De Cepto, il patronato ed il governo delle fabbriche e dei beni dell’ospedale fu affidato al collegio dei dottori in legge che ne assunse l’esercizio affettivo nel 1446. Il collegio esercitava il suo potere a mezzo di una deputazione costituita da dodici dei suoi membri e presieduta dal priore del collegio stesso. Nel 1798 l’ospedale veniva trasferito nell’attuale edificio, assumendo da allora il nome di ospitale civile.

Catastici e istrumenti, atti, cause e scritture, parti, elezioni e riduzioni, cassa, beni e affittanze, disegni e stampe.

La documentazione prosegue nel fondo Ospitale civile, p. 25, e si integra con quella della Deputazione alle cause pie, per la quale vedi Comune, Ufficio alle cause pie, p. 3.

[ I / 63A -B ]

Santo monte di pietà, voll. e bb. 1.148 ( 1491-1810, con docc. dal 1371 ). Inventario ( prima metà sec. XX ) 12.

Fra i primi in Europa, fu istituito al fine di sottrarre i bisognosi all’usura. Nacque con il concorso dei cittadini, di alcune confraternite e di quasi tutte le corporazioni di arti e mestieri. Fu riconosciuto come pia istituzione con la lettera ducale del 29 mar. 1469; le operazioni di pegno cominciarono il 1° agosto 1491. La sua gestione era affidata ad un massaro, cittadino esperto di contabilità e di affari, adeguatamente retribuito.

Serie principali : < atti e cause > 1371-1756, voll. 335. < Atti del consiglio > 1513-1776, voll. 22. <giornali cassa > 1522-1810, voll. 158. < Quaderni partitari cassa > 1499-1810, voll. 172. < Scritture varie >1560-1805, bb. 342 : istrumenti, mandati, fedi, ricevute.

[ I / 66A – 67B ]

Monti di pietà diversi, voll. e bb. 76 ( secc. XV-XVIII ).

La maggior parte della documentazione riguarda i rapporti tra magistrati cittadini, in particolare la cassa civica, e il monte di pietà di Padova. Vi sono però anche cinque volumi relativi ai monti di pietà di Camposampiero, Conselve e Montagnana.

[ I / 67A – B ]

Ospitali diversi, voll. e bb. 12 ( secc. XV-XIX ).

Miscellanea di documenti relativi ai vari ospitali della città : Ca’ di Dio, ospitale dello Spirito Santo, ospitale di S. Maria della carità, ospitale di S. Francesco, ospitale militare di S. Agostino.

[ I / 65B ]

Ospitale civile, voll. e bb. 1.369 ( 1807-1892 ).

Istituito per interessamento del provveditore di Padova Andrea Memmo e del vescovo Nicolò Antonio Giustinian, venne inaugurato ufficialmente il 29 marzo 1798, subentrando al pio ospitale S. Francesco, ed ebbe sede nel soppresso convento dei gesuiti. Istituita nel 1807 la congregazione di carità, l’ospedale passò sotto la sua amministrazione.

In prevalenza atti, eredità e commissarie, cause, ammalati, affittanze, stato mobiliare, cassa, indici e protocolli. Insieme alla documentazione dell’ospitale civile sono pervenuti nell’AS Padova gli archivi del Pio ospitale S, Francesco ( p. 24 ) e della Scuola di S. Maria della carità ( p. 24 ). Unita di fatto al fondo qui descritto si trova anche documentazione della congregazione di carità.

[ I / 64A – B ]

Clinica SS. Trinità. [ I / 80A – B ]

Clinica Rodeghiero [ I / 80B ]

Archivio Grandi. [ I / 80B ]

CORPORAZIONI RELIGIOSE

Carte delle corporazioni religiose soppresse dalla repubblica di Venezia nella seconda metà del sec. XVIII e di quelle soppresse nel periodo napoleonico, con decreti 28 lu. 1806 e 25 apr. 1810. Le prime provengono dall’AS Venezia che le trasferì presso questo Archivio di Stato nel 1962; sono in parte ancora da riordinare. Le corporazioni soppresse nel periodo napoleonico furono consegnate dalla locale Intendenza di finanza nel 1848 al comune di Padova che le aggregò al proprio archivio ( vedi introduzione, p. 1 ); furono tutte inventariate. Ci si è limitati di massima a segnalare le sole date dei documenti originali, avvertendo però che accanto a questi vi sono spesso documenti in copia di data anteriore. Documentazione relativa a conventi è contenuta anche nel fondo clero regolare, p. 11. Per le pergamene vedi anche Raccolte e miscellanee, Pergamene da Venezia, p. 39. Altra documentazione di corporazioni religiose di località del Padovano è in AS Treviso e in AS Vicenza.

Soppressioni della repubblica veneta

Monasteri

Padova : Certosa di Padova, certosini, bb. 30 ( 1443-1769 ); pergg. 597 ( secc. XII-XVIII : XII 5, XIII 152 ). Inventario (1976) 41. S Giovanni di Verdara, benedettini, voll. e bb. 213 ( sec. XIII-1806 ). S. Antonio di Vienna, canonici regolari ospedalieri di S Antonio abate, bb. 9 ( 1395-1780 ); pergg. 60 ( secc. XV-XIII ). Inventario 1967. S. Maria degli Angeli, terziari francescani, bb. 19 ( secc. XV-XVIII ). S Maria delle Grazie, domenicani bb. 14 ( secc. XV-XVIII ) inventario 6. S Maria Maddalena, gesuiti, voll. e bb. 178 ( secc. XV-XVIII ). S: Maria Maddalena detta le Maddalene, eremiti di S: Girolamo, bb. 34 ( secc. XV-XVIII ). Contiene altresì documentazione di un altro convento di S: Maria Maddalena, pure di Padova, appartenente dapprima ai padri crociferi ( per questi vedasi anche S: Eufemia di Villanova di Camposampiero, p. 27 ) e, in seguito alla loro soppressione, alle madri teresine di S. Polo di Venezia e successivamente alle carmelitane scalze di S: Teresa di Conegliano.

[ I / 73A ]

Abano ( Abano terme ) : S: Daniele in Monte, benedettini, bb. 34 ( 1346-1816 ); tra i documenti cartacei sono inserite alcune pergamene dal sec. XIV in poi. Inventario (1974 ) 31.

[ I / 73B ]

Carrara Santo Stefano : S: Stefano, benedettini, bb. 3 ( 1492-1726 ). Inventario 32.

[ I / 73B ]

Este: S: Maria delle Grazie, domenicani, voll. e bb. 18 ( secc. XV-XVIII ) inventario 8.

[ I / 74A ]

Lispida: S: Maria, benedettini, voll. e bb. 60 ( secc. XIV-XVIII ).

[ I / 74A ]

Monselice: S.Stefano, domenicani, bb. 10 ( 1405-1770 ). Inventario (1974) 37. S.Francesco, minori conventuali, bb. 5 ( 1584-1771 ). Inventario 1974.

[ I / 74A ]

Montagnana: S. Francesco, minori conventuali, bb. 8 ( secc.XIII-XVIII ).

[ I / 74A ]

Noventa ( Noventa Padovana ) : S. Maria Annunziata, terziarie francescane, bb. 2 ( secc. XVII-XVIII ).

[ I / 74A ]

Piove di Sacco: S. Francesco, minori conventuali, bb. 10 ( secc. XIII-XVIII ).

[ I / 74A ]

Polverara: S. Maria della Riviera, domenicani poi olivetani, voll. 27 ( secc. XII-XVIII ).

[ I / 74A ]

Pontecasale ( Candiana ): S. Michele, benedettini poi canonici regolari di S Salvatore, vol. 82 (1183-1789 ); inserite nei volumi si trovano pergg. 916, alcune dei secc. XII e XIII. Inventario 1969.

[ I / 73B ]

Venda: S: Giovanni Battista, benedettini, bb. 26 ( secc. XIII-XVIII ).

[ I / 74B ]

Villa di Villa ( Villa Estense ): S. Andrea di Carmignano, benedettini, bb. 2 ( 1421-1793 ). Inventario 1974.

[ I / 75A ]

Villanova ( Villanova di Camposampiero ): S. Eufemia, benedettini, bb. 2 ( 1546-1807 ). Inventario( 1974 ) 32. La b. 2 contiene materiale non appartenente al monastero di S. Eufemia.

[ I / 75A ]

Soppressioni napoleoniche

I tre fondi che seguono sono costituiti da documentazione estratta dagli archivi delle corporazioni, in massima parte monasteri. Sono stati suddivisi, sulla base della destinazione dei relativi beni, dall’archivista demaniale Antonio Marchettani.

Corona, voll. 54e bb. 170 contenenti pergg. 7.698 ( 1050-1829 : secc. XI 17, XII 208, XIII 1.836, XIV-XVIII 5.637 ) inventario 7.

Documentazione, in massima parte pergamenacea, riguardante beni situati nel dipartimento del Brenta. La documentazione è raggruppata in buste contrassegnate da lettere alfabetiche corrispondenti al monastero di provenienza, ed é quella che contiene i titoli più rilevanti per antichità ed importanza storica. Ad essa si affiancano 54 volumi compilati dall’archivista artefice della raccolta, contenenti la regestazione dei singoli atti. Non sempre però é possibile, attraverso tali mezzi di corredo, ritrovare il documento citato.

[ I / 44B ]

Demanio, voll. 10 e bb. 172 ( sec. X-1843 ) con pergg. 21 ( secc. X 1, XI 1, XII 3, XIII 8, XIV-XVI 8 ) inventario 7.

La documentazione si riferisce ai beni dichiarati di proprietà demaniale. Contiene anche gli atti della Direzione del demanio napoleonica ed austriaca dal 1802 al 1843,. Ma la documentazione più cospicua é rappresentata dai numerosissimi atti di possesso, per lo più in copia, inclusi nelle prime 142 buste e divisi per materia. Ad essi, come per il fondo precedente, fanno riscontro 10 volumi di regesti compilati dallo stesso archivista demaniale.

[ I / 44B ]

Diplomatico bb. 100 contenenti pergg. 8.601 ( 988-1403: secc. X 6, XI 31, XII 236, XIII 3.027, XIV-XV 5.301 ) inventario 7. Fondo quasi esclusivamente pergamenaceo che comprende titoli, per lo più originali, di proprietà.

[ I / 44A ]

Monasteri

Padova: S. Stefano, benedettini, voll. e bb. 117 ( 1346-1806 ); pergg. 425 ( secc. XII-XVII: XII 2, XIII 4 ) inventario 6. SS. Agata e Cecilia, benedettini, voll. e bb. 201 ( 1304-1806 ); pergg. 217 (secc. XIII-XVIIII : XIII 1) inventario 4. S: Agnese ed Ognissanti, benedettini, voll. e bb. 80 (1492-1806 )pergg. 105 ( secc. XIII-XVIII: XIII 1 ) inventario 4. S. Anna, benedettini, voll. e bb. 122 ( 1312-1806 ); pergg. 44 ( secc. XIII-XVI: XIII 1 ) inventario 4. S. Antonio, minori conventuali, voll. e bb. 325 ( 1421-1806 ); pergg. 553 ( sec. XIII-XVIII: XIII 1 ) inventario 4. S. Tommaso, filippini, voll. e bb. 59 ( 1615-1810 ); pergg. 114 ( secc. XIII-XVIII: XIII 20 ). S. Maria Materdomini, agostiniani, voll. e bb. 82 ( 1412-1806 ); pergg. 64 ( secc. XIII-XVI: XIII 1 ) inventario 6. S. Mattia, benedettini, voll. e bb. 141 ( 1505-1806 ); pergg. 187 ( secc. XIII-XVIII: XIII 1 ) inventario 6. S. Agostino, domenicani, voll. e bb. 330 ( 1459-1803 ); pergg. 830 ( secc. XIV-XVIII ). Alcune pergamene del sec. XIII si trovano rilegate nei voll. 51, 83, 84, 168 ed altri del fondo S. Antonio, terziarie francescane, voll. e bb. 13 ( 1375-1810 ); pergg. 77 (sec. XIV-XVII ) inventario 4. S. Benedetto novello, benedettini, voll. e bb. 124 ( 1443-1810 ) ; pergg. 534 ( secc. XIV-XIII ) inventario 4. Eremitani, voll. e bb. 209 ( 1405 -1810 ); pergg. 954 ( secc. XIV-XVII, con docc. in copia del sec. XIII ) inventario 5. S. Giustina, benedettini, voll. e bb. 578 ( 1400-1806 ); pergg. 1.615 ( secc. XIV-XIII ) inventario 5. S. Maria del Carmine, carmelitani, voll. e bb. 164 ( 1500-1810 ); pergg. 407 ( secc. XIV-XVII ) inventario 6. S.Maria della Misericordia, benedettini, voll. e bb. 192 ( 1342-1810 );pergg. 332 ( secc. XIV-XVII) inventario 6. S. Prosdocimo, benedettini, voll. e bb. 63 ( 1560-1810 ); pergg. 19 ( secc. XIV-XIII ) inventario 6. S. Benedetto vecchio, benedettini, voll. e bb. 143 ( 1543-1806 ); pergg. 60 ( secc. XV-XVII ) inventario 4. S. Bernardino, minori osservanti, voll. e bb. 67 ( 1471-1806 ) pergg. 54 ( secc. XV-VII ) inventario 5. S. Caterina, agostiniani, voll. e bb. 115 ( 1538-1806 ); pergg. 76 ( secc. XV-XVIII ) inventario 5. S. Chiara, minori conventuali, voll. e bb. 68 ( 1506-1810 ); pergg. 59 ( secc. XV-XVIII ) inventario 5. S.Elena francescani, voll. e bb. 220 ( 1537-1806 );pergg. 122 ( secc. XV-XVIII ) inventario 5. S. Francesco Grande, minori osservanti, voll. e bb. 68 ( 1500-1810 );pergg. 207 ( secc. XV-XVIII ). Vi si trovano anche scritture dei conventi di S. Giovanni Battista di Camposampiero, S. Maria delle consolazioni di Este, Madonna “di fuori” di Montagnana, S. Maria delle grazie di Piove di Sacco e scuola della carità di Padova, concentrati nel monastero al tempo della repubblica di Venezia. Inventario 5. SS. Giorgio e Giacomo di Pontecorvo, benedettini, voll. e bb. 27 ( 1457-1806 ); pergg. 75 ( secc. XV-XVII ) inventario 5. S. Marco, benedettini, voll. e bb. 58 ( 1500 – 1806 ); pergg. 58 ( secc. XV – XVI ) inventario 6. S. Maria di Betlemme, canonichesse agostiniane, voll. e bb. 147 ( 1500 – 1806 ); pergg. 65 ( secc. XV-XVIII ) inventario 6. S. Maria dei Servi, serviti, voll. e bb. 68 ( 1503-1809 ); pergg. 226 ( secc. XV-XVII ) inventario 6. S. Paolo, teresiane, voll. e bb. 70 ( 1576-1806 ); pergg. 16 ( secc. XV-XVII ) inventario 6. S. Pellegrino, benedettini, voll. e bb. 110 ( 1515-1806 );pergg. 186 ( secc. XV-XVIII ). Pergamene del sec. XVIII si trovano allegate al volume manoscritto di Sicco Polentone, vita e miracoli del B. Antonio Pellegrino, Padova 1446. Inventario 6. S. Pietro apostolo, benedettini, voll. e bb. 168 ( 1507-1810 ); pergg. 401 ( secc. XV-XVIII ) inventario 6. S. Sofia, benedettini, voll. e bb. 127 (1540-1806 ); pergg. 13 ( secc. XV-XVI ) inventario 6. S. Francesco, terziarie, voll. e bb. 16 ( 1454-1809 ). S. Matteo, benedettini, voll. e bb. 147 ( 1500-1806 ) inventario 6. Vergini di Vanzo, suore maestre di S. Dorotea, voll. e bb. 9 ( 1543-1811 ) inventario 6. Eremite di S. Bonaventura, terziarie francescane, voll. e bb. 12 ( 1597-1810 ) inventario 5. S. Francesco di Paola, paolotti, voll. e bb. 9 ( 1598-1805 ) inventario 5. S. Rosa, terziarie domenicane, voll. e bb. 39 ( 1600-1809 ) inventario 6. SS. Simone e Giuda, teatini, voll. e bb. 27 ( 1600-1806 ) inventario 6. Somaschi, bb. 2 ( 1605-1797 ) inventario 6. Cappuccine, b. 1 (1607-1806 ) inventario 5. Cappuccini, b. 1 ( 1623-1806 ). Contiene anche alcuni atti relativi ai cappuccini di Este. Inventario 5. S. Bartolomeo, benedettini, voll. e bb. 51 ( 1627-1806 ). S. Girolamo, carmelitani scalzi, voll. e bb. 21 ( 1648-1802 ).

[ I / 69A – 73B ]

Carmignano: S. Andrea . Inventario 32.

[ I / 75A ]

Carceri: S. Maria . Inventario 8/ ter.

[ I / 74A ]

Candiana: S. Michele . Inventario 8/ bis.

[ I / 73B ]

Camposampiero: S. Giovanni Battista, vedi Padova, S. Francesco grande.

Cittadella: S. Maria di Camposanto, benedettini, voll. e bb. 32 ( 1585-1806 ); inventario 8. pergg. 151 ( secc. XIV-XVII ).

[I / 73B ]

Cappuccine, minori, voll. e bb. 35 ( 1623-1810 ).Inventario 8.

[ I / 73B ]

Este: S. Francesco, minori conventuali, voll. e bb. 66 ( 1421-1806 ) inventario 8. S. Michele, benedettini, voll. e bb. 41 ( 1579-1807 ) inventario 8. S. Maria delle consolazioni, vedi Padova, S: Francesco grande. Cappuccini, vedi Padova, Cappuccini.

[ I / 73B ]

Monselice: S. Anna, francescane, voll. e bb. 23 ( 1544-1806 ) inventario 8. Ss. Rosario, domenicane, voll. e bb. 24 ( 1688-1810 ) inventario 8.

[ I / 74A ]

Montagnana: S. Benedetto, benedettini, voll. e bb. 35 ( 1647-1806 ); pergg. 161 ( secc. XIV-XVII ) inventario 8. Madonna di fuori, vedi Padova, S. Francesco grande.

[ I / 74A ]

Monteortone: S: Maria, agostiniani, voll. e bb. 97 ( 1440-1806 ); pergg. 387 ( secc. XIV-XVII ) inventario 8.

[ I / 74A ]

Piove di Sacco: SS. Vito e Modesto, benedettini, voll. e bb. 42 ( 1507-1806 ); pergg. 22 ( secc. XIII-XVII: XIII 2 ) inventario 8. Ss. Concezione, agostiniani, voll. e bb. 34 ( 1514-1806 ) inventario 8. S: Maria delle grazie, vedi Padova, S. Francesco grande.

[ I / 74A ]

Praglia: S. Maria, benedettini, voll. e bb. 285 ( 1300-1869 ); pergg. 794 ( secc. XIII-XVII: XIII 106). L’archivio si articola in due parti distinte e inventariate separatamente. La prima comprende il materiale documentario prodotto dall’ente fino al momento della sua soppressione: voll. e bb. 269 (1300-1806); la seconda, piuttosto lacunosa, comprende la documentazione formatasi dal momento della sua ricostruzione ad opera dell’Austria ( 1834 ) fino alla sua definitiva soppressione: bb. 16 (1801-1869). Per quest’ultima esiste un inventario (1975 ) 8 e 40 .

[ I/ 74B ]

Rua: S. Maria, benedettini, voll. e bb. 64 ( 1471-1808 ) inventario 8.

[ I / 74B ]

Località Diverse : Monasteri, bb. 3 ( 1449-1804, con pergg. dal sec. XIV ). Inventario 1975. Atti relativi a monasteri e istituzioni religiose del territorio padovano. Vi è inoltre una busta non inventariata per lo più di materiale pergamenaceo, relativa a monasteri della città (secc. XIV-XVII ).

Inventario 7/ bis.

Cittadella: S. Francesco. Inventario 8.

[ I / 73B ]

Scuole religiose

Padova: Annunziata dell’Arena, voll. e bb. 50 ( 1524-1805 ); pergg. 10 ( secc. XIV-XVI ). Buon Gesù, voll. e bb. 20 (1572-1809 ); pergg. 30 ( secc. XIV-XVI ) inventario 7. S. Giovanni della morte, voll. e bb. 53 ( 1361-1806 ); pergg. 9 ( secc. XV-XVIII ) inventario 7. S. Maria dei colombini, voll. e bb. 120 (1383-1806) inventario 7. Spirito Santo, voll. e bb. 88 ( 1579-1806 ); pergg. 17 ( secc. XV-XVIII ) inventario 7. S. Maria del Torresino, voll. e bb. 22 ( 1403-1806 ). S. Giuseppe, voll. e bb. 13 ( 1444-1806 ) inventario 7. S. Maria della carità, vedi p. 259. S. Antonio confessore, voll. e bb. 203 ( 1464-1806 ) inventario 7. S. Giovanni Battista di Venda, voll. e bb. 6 (1479-1810 ) inventario 7. S. Daniele, voll. e bb. 19 ( 1483-1806 ). S. Maria dei servi, voll. e bb. 15 ( 1486-1806) inventario 7 . S Maria dei ciechi, voll. e bb. 13 ( 1488-1806 ). Ss. Crocifisso dei servi, voll. e bb. 20 (1496-1806) inventario 7. SS. Rocco e Lucia, voll. e bb. 12 ( 1519-1806 ) inventario 7. S. Maria del Carmine, voll. e bb. 12 ( 1525-1806 ) inventario 7. S. Maria nova degli Ognissanti, voll. e bb. 11 ( 1532-1806 ) inventario 7. S. Nicola da Tolentino, voll. e bb. 12 ( 1591-1806 ) inventario 7. S. Maria della cintura o S. Monica, voll. e bb. 12 ( 1646-1805 ) inventario 7. S. Giobbe, b. 1 ( 1663-1805 ) inventario 7. SS. Marco e Sebastiano, voll. e bb. 3 ( 1674-1806 ) inventario 7. Ss. Trinità, prepositura, bb. 2 (1677-1810 ). S. Andrea apostolo, b.1 ( 1534-1809 ) inventario 7. S: Antonio di Vienna, voll. 4 (1761-1806 ). Ss. Sacramento, vol. 1 ( 1761-1790 ). Congregazione dei preti dell’oratorio, b. 1 ( 1778-1805 ) inventario 7.

Gli atti della scuola dei SS. Giacomo e Cristoforo si trovano inseriti nel fondo Casa di Dio poi istituto degli esposti, p. 23.

[ I/ 75B ]

SS. Trinità: b 2 ( 1421-1810 ) inventario 7.

[ I / 75B ]

Arquà ( Arquà Petrarca ): Beata Vergine dei battuti, b. 1 ( 1569-1807 ). S. Giovanni Battista, b. 1 (1735-1806 ).

[ I / 75B ]

Arzerello: Beata Vergine addolorata, b. 1 ( 1791-1807 ).

[ I / 75B ]

Baone: Buona morte, b. 1 ( 1673-1807 ). [ I / 75B ]

Campagnola: S. Giovanni Battista, b. 1 ( 1697-1807 ). Beata Vergine del Rosario, b. 1 (1769-1811).

[ I / 75B ]

Cartura: S: Giovanni Battista, voll. 2 ( 1741-1805 ): contiene copia settecentesca del testamento 26 febbraio 1412 di Giovanni Gerardi, fondatore dell’ospitale.

[ I / 75B ]

Castelbaldo: Battuti o Displina, b. 1 ( 1664-1806 ).

[ I / 75B ]

Cervarese ( Cervarese Santa Croce ): Beata Vergine del Rosario, b. 1 ( 1757-1806 ).

[ I / 75B ]

Cittadella: S. Antonio di Vienna, voll. e bb. 5 ( 1571-1807 ). Buon Gesù e Concezione, bb: 2 (1615-1806 ). Cintura, b. 1 ( 1642-1806 ). Rosario, b.1 ( 1734-1807 ). S. Francesco, b. 1 ( 1770- 1806 ). Beata Vergine del Carmine, vol. 1 e b.1 ( 1789-1808 ).

[ I / 75B ]

Este: Battuti o casa di Dio, voll. e bb. 14 ( sec. XVI-1807 ) con vol. pergamenaceo del sec. XIII relativo a iura et possessiones Domus Dei de Este; pergg. 9 (sec. XVI ). Capitolo, voll. e bb. 14 (1493-1802 ); pergg. 31 ( secc. XV-XVIII ). Spirito Santo, vol. 1 e b. 1 ( 1612-1806 ). S. Stefano, b. 1 (1620-1805 ). S. Girolamo, b. 1 ( 1664-1770 ). S. Carlo, b.1 ( 1681-1805 ). S. Antonio Abate, b.1 (sec. XVIII ). S: Rocco, vol. 1 e b. 1 ( 1746-1798 ). S: Gaetano, fasc. 1 ( 1799 ).

[ I / 75B ]

Galzignano: S. Maria b. 1 ( 1779-1810 ).

[ I / 75B ]

Lietoli ( Liettoli ): Beata Vergine del Rosario, b. 1 ( 1644- 1809 ). Nome di Gesù, vol. 1 ( 1766-1806). S: Giuseppe, vol. 1 ( 1767-1806 ). Ss. Sacramento, vol. 1 ( 1768-1806 ).

[ I / 75B ]

Masi: Battuti o Disciplina, b.1 ( 1770-1806 ).

[ I / 75B ]

Merlara: Ospitale, voll. 2 ( 1738-1804 ).

[ i 7 75B ]

Monselice: capitolo e collegiata, voll. e bb. 34 ( 1458-1809 ); pergg. 329 ( secc. XI-XIV : XI 3, XII 38, XIII 219 9. Tali indicazioni cronologiche non sono rigorose; per lo più la datazione è incerta, essendo molte pergamene ridotte a frammenti pressoché illeggibili. Buona morte, voll. e bb. 5 (1642-1806). S. Caterina, voll. 4 ( 1644- 1806 ). Ss. Rosario, voll. e bb. 2 ( 1647-1806 ). Concezione, b. 1 ( 1701-1804 ). Cinque piaghe, voll. e bb. 3 ( 1726-1806 ). Ss. Nome di Gesù, voll. 2 ( 1764-1807).

[ I / 75B ]

Montagnana: Capitolo, bb. 9 ( 1535-1796 ). SS: Carlo e Antonio abate, b. 1 ( 1612-1806 ). S. Antonio, voll. e bb. 3 ( 1649-1806 ). S: Giovanni dei battuti, voll. 5 ( 1722-1806 ). S: Giuseppe, b. 1 ( 1768-1806 ): Concezione, b. 1 ( 1777-1806 ). [ I / 75B ]

Pernumia: Cintura, b. 1 ( 1773-1806 ).

[ I / 75B ]

Piove di Sacco: Capitolo, voll. e bb. 67 ( 1419-1809 ); pergg. 29 ( secc. XV-XVIII ). S: Antonio di Vienna e S: Lucia, b. 1 ( 1736-1807 ). S: Maria delle grazie, vol. 1 ( 1756-1806 ).

[ I / 75B ]

Pontelongo: S: Sebastiano, vol. 1 ( 1767-1807 ).

[ I / 75B ]

Praglia: S: Biagio, voll. 2 ( 1793-1809 ).

[ I / 75B ]

Sala ( S: Maria di Sala ): Beata Vergine del Rosario, b. 1 ( 1783-1806 ).

[ I / 75B ]

S: Giorgio in Bosco: Beata Vergine del Rosario, b. 1 ( 1774-1807 ).

[ I / 75B ]

Santo Stefano di Carrara ( Carrara Santo Stefano ): Beata Vergine delle grazie, b. 1 ( 1774-1807 ).

[ I / 75B ]

Scaltenigo: Beata Vergine del Carmine, b. 1 ( 1762-1807 ). Beata Vergine del Carmine e S: Antonio di Padova, b. 1 ( 1771-1807 ).

[ I / 75B ]

Torre: Beata Vergine del Rosario, vol. 1 ( 1778-1807 ). Scuola della morte: eretta nella chiesa di S. Giorgio di Rovolon; vedasi b. 553 del monastero padovano di S. Giustina, p. 28.

[ I / 75B ]

Scuole religiose diverse, b. 14 ( 1505-1807 ). Inventario 1977. Atti vari relativi a scuole religiose della città e del territorio padovano.

[ I / 75B ]

Catastici generali, voll. 143 ( 1806-1842 ). Inventario prima metà del secolo XX n° 7.

Compilati da Antonio Marchettani, archivista generale alle dipendenze della Direzione del demanio. Sono strumenti di corredo ( repertori, indici, inventari ) che avevano la originaria funzione di facilitare le ricerche d’ufficio fra le carte e i documenti delle corporazioni soppresse avocate dallo Stato. Anche se non sempre è possibile risalire alle fonti documentarie cui il Marchettani ha attinto, si possono tuttavia ricavare da tali catastici notizie sulle proprietà religiose trasferite al demanio o alla corona.

[ I / 75B ]

Catastici della mensa vescovile, voll. 17 ( 1810-1824 ). Inventario prima metà sec. XX n° 7.

[ I / 75B ]

Compilati dall’archivista Marchettani, contengono i titoli di proprietà dei beni e le rendite della mensa vescovile di Padova

Inventari della prima metà del sec. XX per tutti i fondi relativi alle soppressioni napoleoniche.

Archivi di famiglie e di persone

Bolzetta, voll. e bb. 129 ( 1400-1844 ); pergg. 25 ( secc. XV-XVIII ). Inventario prima metà sec. XX n° 11.

Famiglia padovana ammessa a far parte del consiglio nobile di Padova nel 1737. Ottenne riconfema della propria nobiltà dall’Austria con sovrana risoluzione del 23 mar. 1819.

Contiene altresì atti della famiglia Tirabosco, famiglia padovana divenuta anch’essa nobile nel 1659.

[ I / 75B ]

Buzzaccarini, vedi Selvatico.

Campolongo, bb. e fasc. 53 ( 1371-1893 ). Inventario prima metà sec. XX 11/ bis.

Famiglia originaria di Campolongo Maggiore. Di origine contadina, si dedicò in Padova all’arte della lana divenendo molto ricca. Alcuni membri di essa si distinsero anche nelle lettere. Ottennero l’aggregazione al nobile consiglio di Padova nel 1626 e riconferma della loro nobiltà dall’Austria con sovrane risoluzioni 23 mar. 1819 e 8 lu. 1820.

[ I / 76A ]

Candi, vedi Selvatico.

Cumano, voll. e bb. 72 ( secc. XV-XIX ).

La famiglia risulta aggregata al consiglio nobile di Padova dal 1627; tuttavia dall’esame delle “prove di nobiltà” sembra essere aristocrazia di data più antica. Ottenne conferma dei propri titoli con sovrana risoluzione 14 mag. 1819.

Contiene un cospicuo nucleo documentario della famiglia Sceriman ( vedi p.34 ), nonché documenti relativi alle famiglie Martinelli, Malfatti, Zacco.

[ I / 76A ]

Dolfin e Boldù, bb., regg. e fascc. 340 ca. ( secc. XVI-XX ).

La famiglia veneziana dei Dolfin faceva parte del patriziato veneziano prima della serrata del maggior consiglio nel 1297. Alla caduta della repubblica veneziana si divise in diversi rami, uno dei quali verso la seconda metà dell’800 si trasferì in Padova. Ottenne riconferma della propria nobiltà con r.d. 14 nov. 1889. Anche la famiglia Boldù, come la precedente, faceva parte dell’antica aristocrazia veneziana e ricoprì cariche e dignità fra le più ragguardevoli. Ebbe riconferma della sua nobiltà con sovrana risoluzione 11 nov. 1817.

[ I / 76A – B ]

Frigimelica, vedi selvatico.

Gaudio, bb. e regg. 64 ( 1596-1963 ). Inventario sommario 1982.

Discendente della nobile borghesia di Sanremo, il ramo padovano di tale famiglia ottenne il riconoscimento della propria nobiltà con d. m. 8 apr. 1900.

[ I / 76B ]

Manfredi, vedi Selvatico.

Manzoni, voll. e bb. 194 ( 1349-1814 ). Inventario prima metà sec. XX.

Antica famiglia probabilmente proveniente da Bergamo. Stabilitasi a Padova, si diede all’esercizio della mercatura divenendo molto ricca. La sua aggregazione al consiglio nobile di Padova è certa nel 1689. Per speciali benemerenze verso la repubblica, alcuni membri di essa ebbero nel 1687 l’aggregazione al patriziato veneziano, che più tardi però perdettero. Ebbero la conferma della nobiltà padovana e del titolo marchionale con sovrana risoluzione del 4 sett. 1818.

[ I / 76B ]

Negri, voll. e bb. 207 ( 1403-1827 ); pergg. 34 ( secc. XIV-XVII ): Inventario prima metà sec. XX n° 11.

Famiglia di origine oscura e popolare, probabilmente proveniente da Tremignon, frazione di Piazzola sul Brenta, ed emigrata successivamente dapprima a Piove di Sacco e poi, fra il XV e XVI secolo, a Padova. Qui, acquistata notorietà e agiatezza, riuscì ad entrare nel consiglio dei nobili in virtù dello statuto del 1420, ottenendone riconferma dal consiglio cittadino nel 1626 e successivamente dall’Austria con sovrana risoluzione del 4 sett. 1818. Da non confondersi con la famiglia dei Negri o Rogati, discendente dalla casata degli Obizzi e in quest’ultima estintasi nel 1422, in seguito al matrimonio di certa Negra con Antonio degli Obizzi.

[ I / 77A ]

Obizzi, Negri e Sala, pergg. 1.496 ( 1130-1686: secc. XII 9, XIII 143, XIV-XVII 1.344 ); ff. 4 disegni ( secc. XVI-XIX ). Elenco 1976 e regesti parziali. Inventario 43.

Acquistato a Londra dal ministero dell’interno nel 1957, la intitolazione dell’archivio è convenzionale. Per quanto riguarda le famiglie Obizzi e Negri si veda quanto accennato in proposito nel fondo precedente. Della famiglia Sala o Salla si sa che , originari da Salla, villa del Padovano, si distinsero nelle scienze e nelle armi. Assai ricchi, sembra siano divenuti nobili cittadini padovani al tempo della tirannide di Ezzelino. Risultano per certo aggregati al consiglio nobile padovano dal 1626. Delle pergamene anteriori al 1455 esistono i regesti in ordine cronologico.

[ I / 77A ]

Pimbiolo, vedi Selvatico.

Pivetta Giuseppe Maria, bb. 139 ( prima metà sec. XIX ).

Atti peritali dell’ingegnere demaniale Pivetta, relativi a fabbricati urbani ed a beni rustici.

[ I / 77A ]

Sceriman, bb. 58 ( secc. XVI-XIX ). Inventario prima metà sec. XX 11/ bis.

Famiglia di origine persiana, si stabilì in Venezia nel 1697. Come già nella sua patria d’origine, godette anche in Italia di onori e riconoscimenti nobiliari: titolo comitale dell’impero austriaco; aggregazione ai consigli nobili delle città di Orvieto, Rodi, Spoleto, Viterbo, Perugia, Macerata, Verona; cavalierato dell’ordine dei SS: Maurizio e Lazzaro ed altri. La presenza in Padova di documenti di questa famiglia si spiega con il matrimonio di Lucrezia Maria Sceriman con Giacomo dei Cumano, di nobile famiglia padovana, nel 1803. In appendice al fondo vi sono infatti alcuni registri appartenenti a quest’ultima famiglia. Vedi anche archivio Cumano, p. 33.

[ I / 77A ]

Selvatico, bb. voll. e fascc. 1.740 ( 1221-1872 ); pergg. 445 ( secc. XIV-XVIII ). Inventario prima metà sec. XX n° 11. [ I / 77A – 78B ]

La famiglia , aggregata al consiglio nobile di Padova sin dal 1430, fu altresì decorata del titolo comitale del senato veneto con decreto 2 ag. 1658 e ottenne inoltre nel 1749 dal duca di Modena Francesco III d’Este l’adozione d’onore per il nome e lo stemma. Ebbe conferma della sua nobiltà prima dalla repubblica con ducale 23 dic. 1795, poi dall’Austria con sovrana risoluzione del 14 mag. 1819.

< Famiglia Selvatico> 1342-1872, voll. e bb. e fascc. 621; pergg. 445 ( secc. XIV-XVIII ).

Nel fondo si trovano nuclei di documentazione, comprendenti talora pergamene non identificate, relativi alle seguenti altre famiglie:

 

< Buzzaccarini > 1396-1781, voll. e bb. 87.

Antica e potente famiglia, forse originaria di Cremona, ma già famosa in Padova intorno al 1000. Imparentatasi con i Carraresi e con gli Ezzelini da Romano, esercitò in Padova notevole potere e coprì cariche insigni. Iscritta alla nobiltà di Padova, della quale ottenne riconferma nel 1627, ottenne nel 1782 l’aggregazione anche al patriziato veneto, titolo successivamente riconfemato dall’Austria con sovrana risoluzione 13 mag. 1825.

< Candi > 1221- sec. XVIII, voll. e bb. 86.

Per alcuni originaria di Monselice, per altri di Padova. Tra i suoi membri vi furono ” lanari ” e dottori in legge. Certo Aimone fu capitano di Francesco da Carrara. Risulta aggregata al consiglio nobile di Padova dal 1655.

< Frigimelica >, 1262-1791, voll. e bb. 554.

Famiglia popolare originaria di Campolongo Maggiore. Divennero banchieri, tabelliones e anche uomini dotti nella scienza medica. Fra questi è da ricordare Girolamo Frigimelica ( nato a Padova nel 1611 ) al quale, per i suoi meriti scientifici, l’imperatore Leopoldo d’Austria concesse l’onore di portare nel suo stemma gentilizio l’aquila bicipite, fregio dell’insegna imperiale. Risulta abbiano ottenuto nel 1627 la riconferma della loro nobiltà cittadina.

< Manfredi >, 1448-1789, voll. e bb. 276.

Famiglia ricca e potente, possedeva molte case nel luogo in cui nel 1219 venne costruito il palazzo comunale. Sembra fossero iscritti alla nobiltà patavina fin dal 1081. Non risulta però abbiano chiesto successivamente conferma del loro titolo.

< Pimbiolo >, 1303-1807, voll. e bb. 84.

Provenienti forse da Bologna, furono mercanti e sartori ( chiamati perciò anche Sartori ). Risultano aver ottenuto il riconoscimento nobiliare nel 1635.

< Stra >, 1452- sec. XIX, voll. e bb. 32.

Famiglia oriunda di Stra, villa della podesteria di Piove di Sacco. Prima ancora sembra abitassero nella villa di Terradura. Furono dediti alla mercatura ed all’artigianato. Nel 1626 risultano iscritti al consiglio nobile di Padova.

Stra, vedi selvatico.

Tirabosco, vedi Bolzetta.

Valmarana e Vendramin , voll. e fasc. 48, ff. di disegni 26 ( 1566-1858 ). Inventario 1964 n° 11.

La famiglia Valmarana, di antica nobiltà vicentina, deve il suo nome al fatto di essere stata anticamente investita della contea di Valmarana; titolo poi confermato anche dal governo veneto. un ramo di essa fu aggregato nel 1658 al patriziato veneto, mentre l’altro continuò ad appartenere alla nobiltà vicentina. I titoli di ambedue i rami furono riconfermati dall’Austria con sovrane risoluzioni 18 dic. 1817 e 13 mag. 1825.

La famiglia Vendramin, un ramo della quale assunse nel sec. XVIII – in seguito ad eredità- anche lo stemma ed il cognome Calergi, risulta essere stata aggregata al patriziato veneto fin dal 1381 in seguito a benemerenze verso la repubblica. Di conseguenza molti dei suoi membri ricoprirono le cariche più elevate. Si divise in diversi rami, ciascuno dei quali ottenne riconferma della propria nobiltà dall’Austria. Il ramo Vendramin Calergi, ottenne altresì con sovrana risoluzione 24 dic. 1818 la dignità di conte dell’impero d’Austria. La documentazione, donata nel 1922 al locale museo civico della pia fondazione Elena Vendramin Calergi ved. Valmarana di Noventa Padovana, contiene anche carte riguardanti persone e beni padovani. Nell’archivio vi sono anche carte della famiglia Morosini riguardanti i beni posseduti dalla famiglia Vendramin per la commissaria Morosini.

[ I / 78B ]

Venezze, pergg. 165 e doc. 1 ( 1398-1787 ). Inventario 1976 n° 42.

Antica e nobile famiglia originaria del Polesine, nel 1482 si trasferì a Padova . Iscritta alla nobiltà di Rovigo, riuscì ad ottenere nel 1754 l’aggregazione anche a quella di Padova. Ne ottenne riconferma con sovrana risoluzione 4 sett. 1818. La serie pergamenacea risulta quanto mai lacunosa. Esiste tuttavia presso privati un archivio Venezze .

[ I / 78B ]

Zacco, bb. e voll. 120 ( 1406-1844 ); pergg. 17 ( sec. XV-XVIII ). Inventario prima metà sec. XX n° 11.

Antichissima ed illustre famiglia di Padova, fra le notabili fin dal 1080, partecipò attivamente a tutte le vicende del comune. Da essa ebbero origine uomini notevoli nelle armi, nelle scienze e nelle cariche cittadine. Per particolari benemerenze verso la repubblica fu aggregata al patriziato veneto nel 1653. Per altrettanti servigi, con diploma 14 nov. 1700, Leopoldo I d’Austria concesse a Pietro Zacco e ai suoi discendenti il titolo di conte del sacro romano impero. Sia l’antica nobiltà che il titolo di conte furono confermati con sovrane risoluzioni del 1° dic. 1817, 4 sett. 1818 e 15 ag. 1819.

Nel fondo sono presenti anche carte della famiglia Papafava, confluite probabilmente in seguito al matrimonio, avvenuto nella prima metà del ‘700, tra Teodoro Zacco e Maria Papafava.

[ I / 78B ]

Archivi privati diversi, bb. e voll. 344 ( sec. XV-1937 ); pergg. 4.793 ( 1131-1822: secc. XII 7, XIII 78, XIV-XIX 4.708 ). Inventario sommario prima metà sec. XX n° 11/ ter.

Fondo convenzionalmente unitario ma in realtà costituito da gruppi di materiale documentario di varia provenienza. Comprende documenti delle seguenti famiglie e persone : Abriani, Alberi, Alessio, Alidosi, Bagarotto, Barbò e Soncin, Bazolo, Bonaldi, Bonmartini, Borgarelli, Borromeo, Brunelli e Bonetti, Businello, Camposampiero, Capodivacca, Carboni, Carrari, Cestaro, Clementi, Contarini, Conti e Casale, Cortuso e Ruggero, Crescini, Cumani, Dalla Porta, Dal Verme, Dandolo, Da Panego, Dondi Orologio, Dottori, Fanzago, Foretti, Frascà e Dottori, Gazzo, Giustinian, Grompo, Lion, Lorigiola, Magnavini, Maiolo, Marini, Mozzato, Mussato e Barizza, Obizzi, Obizzo e Carrari, Papafava, Pisani, Polcastro, Rinaldi, Rizzoli, Sanudo, Silvestri e Tiretta, Trevisan, Zabarella e Dalla Pria, Zabborra, Zacco, Zagaglia. In appendice al fondo esiste altresì una miscellanea di carte private. Si segnalano le serie pergamenacee più rilevanti: < Bagarotto e Polcastro > secc. XV-XVII, pergg. 270. < Camposampiero > secc. XIV-XVIII, pergg. 306.< Conti e casale >secc. XIV-XVIII, pergg. 241. < dal Verme > secc. XIV-XVII, pergg. 248. < Dottori > secc. XIII-XVI, pergg. 699; secc. XIII 46, XIV-XVI 653. < Grompo > secc. XII-XVII, pergg. 145 : secc. XII 2, XIV-XVII 143. < Lion >sec. XV, pergg. 75. < Mussato e Barzizza > secc. XII-XVII, pergg. 986: secc. XII 1, XIII 11, XIV-XVII 974. < Trevisan >secc.XIII-XVIII, pergg. 843: secc. XIII 2, XIV-XVIII 841. < Zabarella > secc. XIII-XVIII, pergg. 422: secc. XIII 2, XIV-XVIII 420.

< Archivio Orsato >.

[ I / 78B – 79A ]

ARCHIVI DIVERSI

Corte benedettina di Correzzola, voll. e bb. 254 ( 1513-1810, con docc. in copia dei secc. precedenti ); pergg. 88 ( secc. XII-XVII: XII 1, XIII 9, XIV-XVII 78 ). Inventario prima metà sec. XX n° 8.

L’archivio fu donato al comune di Padova nel 1935 dalla principessa Luisa Gallarati Scotti, figlia della duchessa Melzi d’Eryl, ultima proprietaria della tenuta. Non contiene carte di famiglia ma solamente atti relativi all’amministrazione della corte di Correzzola, al tempo in cui questa era ancora proprietà dei benedettini di S. Giustina. E’ ricco di documentazione che attesta la grande opera di risanamento fondiario compiuta dai benedettini. Alcune buste contengono inoltre descrizioni, corredate da disegni, di edilizia rurale nei secc. XVI-XVIII.

[ I / 73B ]

Accademia Delia, voll. e bb. 40 ( 1608-1801 ).

Fondata su iniziativa del capitano di Padova Pietro Duodo, in una seduta del 12 marzo 1608. Suo fine era quello di addestrare i giovani nobili di Padova nell’arte equestre e guerresca. Era retta da una ” banca ” ( composta da un principe, quattro consiglieri, un sindaco e un condirettore ) che si rinnova ogni quattro mesi e alla quale spettava, fra l’altro, il preliminare esame delle domande di aggregazione. serie più importanti : < atti fondamentali e statuti > secc. XVII-XVIII, voll. 3: contiene la serie cronologica dei nobili padovani che in diversi tempi vi appartennero. < Atti di aggregazione > secc. XVII-XVIII, voll. 4. < Atti delle riduzioni o adunanze >. 1608-1801, voll. 21.

Nel fondo si conserva un autografo di Galileo Galilei dal titolo: ” raccolta di quelle cognizioni che a perfetto cavaliero et soldato si richieggono, le quali hanno dependenza dalle scienze matematiche “.

[ I / 80A ]

Teatro Verdi, bb. 341 ( 1702-1934 ). Inventario prima metà sec. XX.

La sua costruzione ebbe inizio nel 1748 a cura dell’architetto padovano Giovanni Gloria su disegno di Antonio Cugini da Reggio . Fu inaugurato l’11 giugno 1751 col nome di Teatro nuovo. Nel 1846-1847 venne rinnovato esternamente, come oggi si vede, su disegno di G. Jappelli, da Antonio Monte. Nel 1884 fu rimodernato interamente dall’architetto Achille Sfondrini. La sua inaugurazione con il nome attuale avvenne l’8 giugno 1884. L’ultimo ingente restauro risale al 1958-1959.

[ I / 79B ]

Facoltà Cappello, bb. e voll. 3 ( 1798-1803 ). Inventario prima metà sec. XX n° 7.

Atti contabili, relativi all’amministrazione dell’eredità del nobile Andrea Cappello, pervenuti all’Archivio di Stato, insieme al fondo delle corporazioni religiose soppresse nel periodo napoleonico.

[ I / 75B ]

Teatro dei concordi, bb. e voll. 3 ( 1814-1892 ). Inventario prima metà sec. XX.

Eretto nel sec. XVII sopra un’area di proprietà Obizzi, rimase in possesso di tale famiglia fino al 1803, data in cui l’ultimo superstite, marchese Tomaso, lasciò per testamento ogni suo avere alla casa d’Este. Il teatro pervenne quindi a Francesco IV, duca di Modena, che lo fece rimodernare nel 1825 intitolandolo Teatro nuovissimo. Nel 1842 l’amministrazione lo vendette alla società dei concordi da cui il teatro prese il nome. Continuò la sua attività fino al 1885. [ I / 80A ]

Società dei veterani del 1848-1849, bb. e voll. 198 ( 1848-1913 ). Inventario prima metà sec. XX.

Istituita nel gennaio 1868.

[ I / 79A ]

Istituto medico chirurgico farmaceutico, bb. 21 ( 1849-1911 ).

Società di mutuo soccorso fra medici, chirurghi e farmacisti e loro vedove e figli minori. Fu approvata dal governo di Venezia con decreto 16 genn. 1847. A differenza di altri istituti similari, con ambito esclusivamente provinciale, fin dall’inizio ebbe il proprio esteso a tutto il Veneto.

[ I / 79A – B ]

Società del casino Pedrocchi, voll. e bb. 52 ( 1855-1938 ). Inventario prima metà sec. XX.

Istituita nel 1855, si radunava fino al 1950 nelle sale superiori dell’omonimo caffè . Aveva a disposizione una sala di lettura fornita di giornali politici e letterari e organizzava diversi intrattenimenti.

[ I / 79A ]

Comitato politco centrale veneto, bb. e regg. 24 ( 1860-1866 ). Elenco 1966.

Donato al locale museo civico da Alberto Cavalletto, l’archivio contiene gli atti del comitato, che ebbe vita a Torino dal 1860 al 1865, il cui compito principale era quello di fungere da intermediario fra il governo piemontese e gli emigrati politici veneti.

< Atti di protocollo del comitato > 1861-1865, bb. e regg. 19: comprende bb. 2 di documenti e stampe diverse sull’emigrazione politica. < Lettere varie > 1860-1866, bb. 5: donate dal comm. Carlo Maluta e relative in gran parte a corrispondenza. Nel fondo si trova no notizie biografiche su alcuni emigrati.

[ I / 80A ]

Associazione ginnastica, bb. 18 ( 1874-1909 ). Inventario prima metà sec. XX.

Costituita a Padova nel 1874, aveva lo scopo di promuovere corsi di lezioni e esercitazioni ginniche per i soci; erano proibiti gli esercizi pericolosi ed acrobatici. Per gli operai i corsi erano gratuiti. La società aveva sede e svolgeva le lezioni nella palestra comunale.

[ I / 79A ]

Società dantesca italiana, Comitato provinciale di Padova, b.1 ( 1902-1930 ). Inventario prima metà sec. XX.

[ I / 79A ]

Comitato padovano per le onoranze centenarie di Francesco Petrarca ,bb. 3 ( 1904-1914 ). Inventario prima metà sec. XX.

[ I / 79A ]

Comitato per le onoranze di Andrea Gloria, b. 1 ( 1911-1915 ). Inventario prima metà sec. XX.

[ I / 79A ]

RACCOLTE E MISCELLANEE

Pergamene da Venezia, pergg. 440 ( 1037-1743: secc. XI 1, XIII 15, XIV-XVIII 424 ). Elenco 1974. Inventario 29. Così denominate perché trasferite a Padova nel 1970 dall’AS di Venezia, dove si trovavano in seguito alle concentrazioni di materiale archivistico avvenute dopo le soppressioni napoleoniche. [ I / 79A ]

Pergamene Sacerdoti, pergg. 134 ( 1299-1706, di cui 1 del sec. XIII ). Elenco 1976.

Pergamene di ignota provenienza donate nel 1971 dal dott. Alberto Sacerdoti. Vi si possono distinguere due gruppi: uno di atti relativi a località del Piemonte e l’altro di atti relativi a località del Vicentino, per la maggior parte contratti di membri della famiglia Mastini di Valdagno.

[ I / 80A ]

Pergamene diverse, pergg. 3.386 ( 1155-1819: secc. XII 7, XIII 36, XIV-XIX 3.343 ). Inventario prima metà sec. XX n° 11/ ter.

Si tratta di documenti principalmente di natura privata; comprendono tuttavia anche atti pubblici.

[ I / 80A ]

Miscellanea P: inventario n° 60.

[ I / 44A ]

Miscellanea Q, bb. 33 ( 1347-1886 ). Inventario (1976) 36.

Deve il suo nome alla lettera stampigliata sul dorso di ogni unità archivistica e al fatto di trovarsi già sommariamente descritta in un vecchio inventario che porta anch’esso la segnatura Q. Il materiale documentario, di varia provenienza, è in massima parte di natura pubblica. Oltre ad una serie di ducali indirizzate ai rettori di Padova, vi sono molteplici documenti che rispecchiano le competenze di alcune magistrature padovane. Solo l’ultima busta, denominata << autografi >>, contiene una raccolta miscellanea di lettere ottocentesche di carattere privato.

[ I / 80A ]

Disegni e mappe, ff. 381 ( secc. XVI-XIX ). Inventario (1976) 35 e 35/ bis.

In massima parte eseguiti da pubblici periti ( proti ) della città di Padova o dai provveditori sopra beni inculti di Venezia, contengono rappresentazioni grafiche di beni o corsi d’acqua posti nel territorio padovano. Da segnalare anche una serie di disegni ad inchiostro del sec. XIX di autori vari tra cui alcuni del patriota e ingegnere Alberto Cavalletto.

[ I / 79A ]

Scuole : inventario 58.

[ p.t. 52B -53A ]

Società veneta

[ I / 41A -B ]

SEZIONE DI ARCHIVIO DI STATO DI ESTE

Consistenza totale : voll., bb. e regg. 5.813; ff. 1.081.

Biblioteca: voll. 170.

[ pt ]

La sezione di Archivio di Stato di Este, sorta come Sottosezione nel 1950 e trasformata in Sezione il 1° novembre 1965, è stata trasferita presso l’AS di Padova. IL materiale documentario da essa conservato, costituito inizialmente dai fondi più antichi ( archivio storico della magnifica comunità, archivio notarile, carteggio giudiziario del podestà, pretura ufficio ipoteche ), si è accresciuto dal 1966 di documentazione più recente ( atti della pretura, catasto di Este e di Montagnana, atti del comune fino al 1900, atti della casa di ricovero ). In seguito al trasferimento a Padova l’archivio comunale di Este è stato restituito al comune che ne ha revocato il precedente deposito. Preso l’AS di Padova si conservano atti di corporazioni religiose di Este.

Antichi regimi

La documentazione relativa ai tre secoli ( 1050-1294 ) in cui si ebbe il governo dei marchesi d’Este è andata perduta. Alcune notizie sulla casa d’Este e sui beni si trovano, sia pure in copia posteriore, nell’archivio della magnifica comunità, ora presso il locale comune. Altre notizie, sia pure indirette, si possono ricavare dall’archivio segreto estense e dall’Archivio camerale, ambedue conservati presso l’AS di Modena ( vedi Guida II, pp. 1003-1023 ). Anche del periodo in cui Este, caduta la signoria estense, passava dapprima sotto il dominio del comune di Padova ( 1294-1318 ), successivamente sotto quello degli Scaligeri ( 1320-1338 ) e infine, sia pure con alterne vicende, sotto quello della signoria padovana dei Carraresi ( 1339-1405 ), non rimane alcuna traccia documentaria diretta nell’archivio del comune. Per quanto riguarda invece la condizione di Este durante il periodo della dominazione veneziana ( 1405-1797 ), vasta documentazione, sia pure non priva di lacune, i trova nel già ricordato archivio della comunità. Fondamentale è la carta di privilegio rilasciata dal doge Michele Steno nel 1405 e più volte riconfermata nei secoli successivi. Da essa derivò per Este, oltre al rispetto dei suoi statuti comunali, ampia autonomia civile e criminale e una mite imposizione fiscale. Este in tale periodo fu governata da un rettore, patrizio veneto governato dalla serenissima, che, oltre al titolo di podestà, come in passato, aveva, anche per concessione del maggior consiglio, il titolo di capitanio. Il rettore univa pertanto ad una piena giurisdizione di primo grado, in materia civile e criminale, anche il potere militare. Il rettore era affiancato da deputati, prescelti annualmente dal consiglio comunale che, oltre a presiedere, unitamente ai provveditori, all’annona, agli approvvigionamenti, ai pesi e alle misure, giudicavano in prima istanza su tali materie. Vi erano poi i tre consoli, uno per terziere della città, che presiedevano alle pubbliche fabbriche, i tre provveditori alla sanità, i presidenti dei luoghi pii, i conservatori preposti al monte di pietà ed altre cariche minori.

Podestà, mazzi e bb. 451 ( sec. XV-1817 ).

La sua giurisdizione in materia civile era molto ampia: si spingeva infatti fino a giudicare, sia pure in prima istanza, di reati capitali.

Costituiscono, per ora, un’appendice di tale archivio alcune buste relative agli organi che subentrano nell’attività giudiziaria del podestà durante il periodo 1798-1817.

Periodo napoleonico

Nel regno d’Italia Este fu capoluogo del secondo distretto del dipartimento della Brenta e quindi sede di una vice prefettura – che comprendeva i tre cantoni di Este, Monselice e Montagnana – di una giudicatura di pace, di un tribunale di prima istanza e un ufficio di conservazione delle ipoteche.

Della viceprefettura nulla è rimasto; degli organi giudiziari si trovano carte nel sopra descritto archivio del podestà il quale contiene in appendice anche carte del regio Giusdicente, giudice civile e criminale, che esercitò le sue funzioni durante la prima dominazione austriaca.

Ufficio di conservazione delle ipoteche, vedi Conservatoria delle ipoteche, p.41.

Restaurazione

La circoscrizione di Este comprendeva quattordici comuni: Este, Baon di sopra in piano ( Baone ), Barbona, Ospedaletto ( Ospedaletto Euganeo ), Sant’Elena, Sant’Urbano, Cinto in piano ( Cinto Euganeo ), Lozzo in piano ( Lozzo Atestino ), Vescovana, Vighizzolo di la’ del fiume ( Vighizzolo d’Este ), Carceri, Villa di Villa ( Villa Estense ), Ponzo Piacenza ( Piacenza d’Adige ). Essa costituiva un importante distretto della provincia padovana: vi avevano sede un commissariato distrettuale, una conservatoria delle ipoteche, una pretura di prima classe e, più tardi, un ufficio provinciale delle pubbliche costruzioni.

Conservatoria delle ipoteche, vedi p. 41 cap. II.

Pretura forese di Este, bb. e regg. 1.660 ( 1818-1865 ).

Commissione giudiziale civile in Este, vedi AS Venezia.

Commissione inquirente militare in Este, vedi AS Venezia.

II

Conservatoria delle ipoteche, voll. e regg. 1.270 ( 1806-1919 ).

Contiene anche la documentazione del periodo napoleonico e della dominazione austriaca.

Pretura di Este, bb. e regg. 270 ( 1866-1925 ). Elenco 1967.

Volture bb. 203..

III

ARCHIVI NOTARILI

Atti dei notai di Este, voll. 840 ( 1414-.1531 voll. 17, 1500-1639 voll. 91, 1601-1731 voll. 290, 1701-1835 voll. 355, 1800-1846 voll. 68 ). Indice alfabetico dei notai 1968.

Con l’istituzione, avvenuta il 1° novembre 1807, dell’Archivio notarile di Padova, tutti gli atti dei notai padovani e del territorio, prima conservati per antica tradizione presso le rispettive cancellerie comunali, furono in quello concentrati. Ciò valse naturalmente anche per i rogiti di Este. Riconsegnati nel 1947 al comune di Este, in vista della imminente creazione in loco della Sottosezione di Archivio, nel 1965 passavano definitivamente alla ormai istituita Sezione.

CATASTI

Catasto di Este, regg. e bb. 470, mappe 617 ( 1812-1935 ). Elenchi 1967 e 1975.

< Catasto napoleonico-austriaco > 1812-1845, regg. 130 e bb. 10 < Catasto austro-italiano > 1846-1935, regg. 136, bb. 194 e mappe 617.

Catasto di Montagnana, regg. e bb. 506, mappe 388 ( 1812-1935 ).Elenco 1973.

Comprende i comuni del distretto di Montagnana.

< Catasto napoleonico-austriaco > 1812-1845, regg. 220, volture bb. 18. < Catasto austro-italiano > 1846-1935, regg. 128, volture bb. 140 e mappe 388.

Miscellanea mappe, mappe 76 ( 1810-1902 ). Inventario sommario.

Riguarda comuni dei distretti di Montagnana, Este, Piove di Sacco: < Distretto di Montagnana > 1811-1836, mappe 22. < Distretto di Este > 1811-1828, mappe 42. < Distretto di Piove di Sacco>1810-1902, mappe 12.

OPERE PIE, ISTITUZIONI DI ASSISTENZA E BENEFICENZA, OSPEDALI

Casa di ricovero, bb. regg. e voll. 236 ( sec. XVIII-1972 ).

< Atti notarili > 1812-1928, voll. 16. < Atti contabili e patrimoniali > 1773-1972, bb. e regg. 201.<Deliberazioni e sedute del consiglio> 1893-1968, bb. e regg. 4. < Personale > 1822-1963, bb. e regg. 7. < Protocolli e atti di protocollo > 1880-1965, b. e regg. 33. < Disegni > secc. XVIII-XIX, voll. 3.

 

 

INDICE DEGLI INVENTARI

1. Archivio storico del Comune (Archivio civico antico)

Costituzione e ordinamento dell’archivio

Prove di nobiltà

Atti del Consiglio

Deputati e cancelleria

Ducali

Rettori

Avogadori di Comune

Nunzi e ambasciatori

2. Magistrature e cariche diverse

Camera e cancelleria fiscale

Camera dei pegni

Vicecollateria

Cassa città

Cassa territorio

Territorio

Vicarie

2bis. Ufficio di sanità

3. Estimi

Estimo 1418, 1518, 1575, 1615, 1668

Appendice all’estimo 1668

Miscellanea estimi (sec. XV-XIX)

4. Corporazioni soppresse (monasteri padovani)

SS. Agata e cecilia

S. Agnese e Ognissanti

S. Agostino

S. Anna

S. Antonio

Terziarie di s. Antonio

S. Bartolomeo

S. Benedetto Novello

S. Benedetto vecchio

4bis. S. Antonio di Vienna

5. S. Bernardino

Cappuccine

Cappuccini

Carmelitani

S. Caterina

S. Chiara

B. Elena

Eremitani

Eremite

S. Filippo Neri

S. Francesco Grande

Terziarie di s. Francesco

S. Francesco di Paola

S. Giorgio e S. Giacomo di Pontecorvo

S. Giovanni di Verdara

S. Giustina

6. S. Marco

S. Maria di Betlemme

S. Maria del Carmine

S. Maria delle Grazie

S. Maria Mater Domini

S. Maria della Misericordia

S. Maria dei Servi

Vergini di Vanzo

S. Matteo

S. Mattia

S. Paolo

B. Pellegrino

S. Pietro apostolo

S. Prosdocimo

S. Rosa

S. Sofia

Somaschi (S. Croce)

S. Stefano

Teatini

7. Scuole religiose di Padova

Scuole religiose del territorio

Catasti generali

Corona

Demanio

Diplomatico

Deputazione alle cause pie

Magistrato alle rason vecchie

Mensa vescovile

Fraglie d’arti di Padova e del territorio

 

7bis. Scuole religiose diverse

7ter. Fraglie laicali diverse (cfr. anche il n. 60)

8. Corporazioni soppresse (monasteri del territorio)

Cittadella: Cappuccine, S. Maria di Camposanto, S. Francesco

Este: S. Francesco, S. Maria delle Grazie, S. Michele

Monselice: S. Anna, S. Francesco, S. Rosario

Montagnana: S. Benedetto

Monteortone: S. Maria

Piove di Sacco: S. Concezione, SS. Vito e Modesto

Praglia: S. Maria (p. I)

Rua: S. Maria

Correzzola: tenuta benedettina

8bis. Candiana: S. Michele

8ter: Carceri: S. Maria

9. Corporazioni soppresse (monasteri veneti)

Fondi trasferiti dall’AS Venezia

10. Archivi giudiziari civili

Periodo veneziano:

Aquila, Bue, Cammello, Capricorno, Cavallo, Cervo, Dolce, Drago, Grifo,

Leopardo, Orso, Pavone, Porcello, Sigillo, Vettovaglie e danni dati, Volpe

Periodo democratico:

Tribunale civile di prima istanza

Camera mercantile

Tribunale civile di seconda istanza

Periodo della prima dominazione austriaca:

Tribunale civile di prima istanza

Tribunale sommario

11. Archivi privati famiglie (cfr. anche il n. 56)

Selvatico (Frigimelica, Pimbiolo, Stra, Buzzacarini, Candi, Manfredi, Bolzetta, Tirabosco)

Zacco

Valmarana-Vendramin

Negri

11bis.

Campolongo Manzoni Sceriman

11ter.

Pergamene diverse

12. Obizzi

Casa d’Austria d’Este [conservato al Cataio]

Istituto degli Esposti

Monte di Pietà

13. Enti diversi

Università della lana

Orfanotrofio di S. Maria delle Grazie

Teatro Verdi

Teatro Concordi

Società del Casino Pedrocchi

Associazione ginnastica

Comitato per le onoranze ad Andrea Gloria

Comitato per le onoranze a Francesco Petrarca

Società dantesca

Società veterani 1848-1849

15 Pergamene

16 Archivio notarile

( inventario alfabetico, cronologico, topografico )

17 Prefettura

Prefettura del Dipartimento del Brenta ( 1806-1815 )

Delegazione provinciale austriaca ( 1816-1866 )

Prefettura italiana ( 1867-1874 )

18 Prefettura

Gabinetto Prefettura

19 Anagrafi

Censimento e anagrafi ( 1621-1816 )

Censimenti, anagrafi e stato civile ( 1711-1914 )

Dip.del Brenta:

Popolazione e case- descrizione

Anagrafe e statistiche ( 1798-1840 )

Atti di nascita, morte etc. ( 1806-1870 )

Sanità: tabelle mortuarie ( 1817-1894 )

Sanità: tabelle mortuarie, relazione di morte ( 1895-1914 )

Circondario di Padova:

Atti di morte, nascite e matrimoni ( 1806-1835 )

Nati, matrimoni e morti ( 1836-1871 )

Comune e distretto di Padova:

Atti di morte, nascite e matrimoni ( 1837-1853 )

Comune di Padova:

Relazioni di morte ( 1848 )

Tabelle mortuarie ( colera 1849 )

Anagrafe parrocchiale ( 1800-1880 )

Miscellanea anagrafe ( 1835-1930 )

19bis Anagrafe civile. Fogli di famiglia ( 1869-1901 )

20 Guardia Nazionale ( 1848-1866 )

21 Guardia Nazionale di Padova

22 Studio Patavino

23 Miscellanea civile ( cfr. anche il n° 60 )

24

25 Archivio Acque

26 Archivio Questura

27 Comitato di liberazione nazionale, prov. di Padova

28 Comitato politico centrale veneto

29 Pergamene provenienti dall’Archivio di Stato di Venezia

30 Monasteri e chiese di Padova e provincia

31 S. Daniele in Monte

32 S. Stefano di Carrara

S. Andrea di Carmignano

S. Eufemia i Villanova

33 Giochi, spettacoli e lotto

34 Alto commissariato per le sanzioni contro il fascismo – Delegazione provinciale – 1945/46

35 Miscellanea disegni, n. 1-124

Disegni Valmarana -Vendramin, n. 49-74

35bis Miscellanea disegni, n. 125-310

36 Miscellanea Q

37 S. Stefano di Monselice

S. Francesco di Monselice

38 Cartiere e stamperie

39 Intendenza di finanza: I, 1798-1825; II, 1822-1953

40 S. Maria di Praglia ( appendice )

41 Certosa di Padova ( S. Bernardo )

42 Pergamene Venezze

43 Pergamene Obizzi-Negri-Sala

44

45 Clero secolare

46 Archivio imposte

47 Archivio storico comune di Montagnana

48 Indice generale alfabetico dei notai di Este

48bis Indice generale cronologico dei notai di Este

49 r. Economato generale Benefici vacanti

50 Archivio prefettura ( atti moderni )

51 Catasto mappe

52 Tribunale

53 Archivio milizie venete

54 Società veneta imprese e costruzioni pubbliche

55 Anagrafe- stato civile 1805-1815. cfr. anche il n° 19

56Archivi privati famiglie Pivetta, Gaudio, Sacerdoti

57 Bollettino generale delle leggi, 1787-1866

58 Scuole elementari di Padova

59 Atti comunali

60 Miscellanea P